Frate (M5S): laurea ad hoc per lavorare nella PA

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Comunicato On. Frate (M5S) – Come annunciato dal Ministro della PA Giulia Bongiorno, nel 2020 il Governo darà il via ad un nuovo corso di laurea per chi vorrà lavorare nella Pubblica Amministrazione. L’obiettivo è quello di abbassare l’età media dei dipendenti pubblici, ma anche creare un vero e proprio orgoglio di appartenenza alla PA.

Nelle intenzioni del Legislatore con il conseguimento della laurea triennale si diventerà dipendenti, con la specialistica funzionari.

“La Pubblica Amministrazione necessita di una vera e propria rivoluzione” afferma l’Onorevole Flora Frate. “Occorrono innovazione e discontinuità e questa proposta, a mio avviso, può rappresentare un punto di partenza. A patto che si trovi il giusto punto di equilibrio. In passato abbiamo assistito al proliferare di molte lauree che, sul lungo periodo, si sono mostrate poco concludenti. Immagino un’Università a misura di studente e non un cattedrificio”.

La proposta di un corso di laurea ad hoc, tuttavia, non ha mancato di suscitare alcune critiche. Associazioni ed organizzazioni studentesche nell’ambito delle discipline giuridico/economiche lamentano il loro malcontento coinvolgimento nella definizione di una proposta che interviene in quelle classi di laurea che, da sempre, sono previste per la partecipazione ai concorsi d’accesso al pubblico impiego.

“Sul punto avevo già annunciato una interrogazione parlamentare – prosegue l’On. Frate – e porterò il dibattito in Commissione Cultura, poiché anche il MIUR è interessato da questa proposta. Sono favorevole a riforme coraggiose, ma senza lasciare nessuno indietro. Il nuovo corso di laurea non dovrà compromettere gli attuali laureati in scienze politiche, sociologia e giurisprudenza, già idonei a lavorare nella Pubblica Amministrazione”.

È necessario un confronto, dunque.

“Sono certa – conclude l’On. Frate – che dialogando con le parti sociali si potrà giungere ad un’intesa. Per questo motivo ho dato la mia disponibilità ad un tavolo di confronto. Ascoltare il mondo dell’associazionismo è fondamentale, altrimenti avremmo l’ennesima riforma confusa di cui nessuno sente il bisogno”.

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