L’attacco del docente contro Bianchi: “Dalle classi pollaio alle mascherine, tante promesse mancate. Vergogna, signor ministro, vergogna”

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Il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, si prende un paio di “vergogna” e annessi applausi di approvazione dalla piazza della Cgil di Bologna.

L’attuale ministro dell’Istruzione, così come segnala l’agenzia di stampa Dire, è stato tirato in ballo in uno degli interventi dell’iniziativa “Camminiamo insieme”, cioè l’assemblea pubblica organizzata dalla Camera del lavoro in vista della mobilitazione nazionale del 18 giugno, a cui ha partecipato anche il segretario generale Maurizio Landini.

A parlare di scuola è Gaetano Passarelli, insegnante dell’istituto Belluzzi-Fioravanti e delegato della Flc. “Oggi che finalmente si comincia a vedere una luce in fondo al tunnel – afferma Passarelli – ci troviamo con un ministro che a inizio anno scolastico sosteneva che saremmo stati in classe senza mascherina ma a fine anno ci dice che le mascherine a scuola sono educative”.

L’insegnante, poi, se la prende con il Governo per il decreto legge “con cui fa carta straccia del nostro contratto di lavoro e dispone tagli agli organici e al salario, per finanziare la competizione tra i docenti”.

A seguire, tocca di nuovo a Bianchi: “Ha avuto l’impudenza, dopo tre anni scolastici di pandemia, di affermare che ‘fare classi meno numerose non ha senso, perché i bambini in classi troppo piccole non si ritrovano’. Vergogna, signor ministro, vergogna“, urla il delegato facendo scattare un applauso della platea Cgil.

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