L’assistenza psicologica degli alunni ucraini e delle loro famiglie: un progetto accoglienza per le mamme

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Inutile ribadire che è pericoloso attardarsi nella ricerca delle strategie adeguate e nelle modalità operative più giuste per rispondere ad un imminente bisogno di assistenza psicologica e sociale degli alunni ucraini e delle loro famiglie (spesso costituite solo da mamme e nonne). Servono risorse professionali formate in grado di dare risposte ai bisogni, in primis psicologici, dei nuovi arrivati, specie se gli alunni sono delle scuole primarie e della secondaria di primo grado. Se non si interviene subito, e la nota del Ministero lo ricorda chiaramente e senza dubbi interpretativi, le ricadute traumatiche potrebbero essere devastanti e irrecuperabili. La scuola è stata chiamata anche a questo.

La nota, più volte richiamata, raccomanda di utilizzare i fondi previsti dall’art. 1, comma 697, della legge 30 dicembre 2021, n. 234, e destinati all’assistenza psicologica. I bandi vanno predisposti immediatamente e senza attendere oltre.

Cosa raccomandare a docenti e compagni di classe

Nel frattempo che le procedure amministrative, avviate tempestivamente, facciano il loro corso, docenti, alunni e genitori non possono che intervenire e dare risposte. Talvolta facendosi carico di alcune regole semplicissime. A seguire forniremo per i nostri alunni alcune proposte relazionali.

Sii amichevole

È giusto quello che è accaduto? Cosa posso fare per far comprendere che non tutto il mondo è cattivo? Cosa significa essere amichevoli, in questo contesto? Idealmente, sarai caloroso, aperto, accogliente e non giudicante, proprio come lo sei con chiunque altro. Le differenze culturali sono solo un ostacolo all’amicizia se le tratti come tali e se si ha rispetto del dolore, della diffidenza, della paura.

Sii inclusivo

Se è hai avuto la fortuna di accogliere in classe un alunno ucraino, trattalo come tutti gli altri ed evita le domande imbarazzati, le immagini crude, le frasi fastidiose, le mimiche facciali incomprensibili. Ciò significa che non dovresti lasciarlo fuori da qualsiasi momento ludico, gruppo di studio o altro momento piacevole, pur nel rispetto della normativa Covid-19. Se sembra diffidente o timido, non dare per scontato che il tuo invito non sarà gradito. Fallo e dimostrati rispettoso del suo dolore, della sua solitudine.

Sii solidale

Se il tuo nuovo amico studente vuole aggrapparsi ad aspetti apparentemente strani della sua cultura natale, non essere impertinente e non ridicolizzare nessuno. Sii solidale non facendo un grosso problema.

Sii curioso

Essere accogliente non significa necessariamente che devi cercare di aiutarlo ad adattarsi a una cultura nuova e diversa. È probabile che il tuo aiuto in quell’area non sia necessario. Se il tuo nuovo amico viene da una parte del mondo che hai sempre voluto vedere, o da una cultura con uno stile culinario che vorresti particolarmente imparare, perché non chiederlo? Potrebbe semplicemente aiutarlo a ricordare momenti piacevoli. Se arreca disturbo, lascia andare e accoglilo per la ricchezza che rappresenta.

Sii un ambasciatore

Un ottimo modo per far sentire gli studenti Ucraini (ma come qualsivoglia studente straniero) i benvenuti in classe è semplicemente essere un buon rappresentante della tua scuola. Sii gentile, sii disponibile se necessario e non essere cattivo o scortese.

Sii rispettoso

È improbabile che qualcuno si senta il benvenuto se provi a fare il pignolo e continui, in maniera assillante, a fare domande. Essere un buon amico per uno studente straniero o internazionale (come andrebbe chiamato) non significa che devi fare di una persona il tuo progetto preferito. Segui i segnali che ti dà il tuo nuovo amico e agisci di conseguenza. Se non sembra interessato a cambiare qualcosa che ritieni strano, accettalo come parte di ciò che è. Questa è una buona abilità da imparare con amici di qualsiasi nazionalità e con i propri compagni di scuola e di vita.

Sii sensibile

È bello essere curiosi e fare domande, ma assicurati di non esagerare e di mettere qualcuno in difficoltà o di dare l’impressione di trovarlo strano. Nessuno vuole essere messo sotto un microscopio in quel modo.

Non essere presuntuoso

Non importa quanto lontano e apparentemente esotico sia il paese d’origine del tuo amico, lui o lei è probabile che sappiano più di quanto non immaginiamo e che abbiano competenze migliori delle nostre. Trattare uno studente internazionale come un bambino incapace è molto probabile che lo faccia sentire male. Se il tuo amico chiede aiuto per qualcosa, daglielo, ma altrimenti non fare supposizioni sulla sua comprensione culturale.

Non fare un grosso problema con le differenze culturali

Gli studenti internazionali potrebbero preferire mangiare cose che non ti sogneresti mai di fare uno spuntino o potrebbero vestirsi in un modo che trovi strano. Gli studenti stranieri potrebbero anche fare riferimento a pratiche e tradizioni familiari che ti sembrano davvero strane. Ma indovinate un po’? Questa è la loro normalità. Reagire con un ‘è molto strano!’ a tutto ciò che uno studente internazionale dice e fa è un ottimo modo per sembrare chiuso e xenofobo, cosa che dovresti ovviamente evitare se stai cercando di essere amichevole. Ci siamo mai chiesti se appare starno agli altri quello che facciamo noi?

Ricorda la regola d’oro

‘Tratta gli altri nel modo in cui vorresti essere trattato’: come vorresti che le persone si comportassero se decidessi di andare a scuola, per esempio, in Ucraina, quando sarà ricostruita e tutto, lo auspichiamo di cuore, ritorni normale? Non è mai un brutto momento per ricordare che i tuoi sentimenti su determinate situazioni sono un’ottima guida per un comportamento corretto.

La lingua madre e l’alfabetizzazione in lingua italiana

Cosa deve porre in essere, con immediatezza, la scuola? Innanzitutto, una grande e onesta attenzione alla comunicazione in lingua Ucraina e ai necessari e insostituibili processi di “prima alfabetizzazione” nella nostra lingua. Questi sono fattori assolutamente prioritari. Il Ministero, si fa presente nella nota ha già reperito in via d’urgenza un primo, e non ultimo per fortuna, stanziamento di un milione di euro da destinare alle istituzioni scolastiche più coinvolte nell’accoglienza dei profughi ucraini. Tutto dipende dalla velocità dei dirigenti scolastici, dalla capacità di trasformare il bisogno in opportunità.

Con l’emergenza anche alcuni adempimenti

Per ciò che attiene alle questioni sanitarie bisogna rifarsi alle “Linee guida” che il Ministero ha pubblicato nel non lontano 2017. Linee guida che raccomandano alle scuole di verificare se sono state praticate le vaccinazioni obbligatorie. Nel caso specifico sarà impossibile verificarlo e, dunque, sarà indispensabile, parallelamente alla piena accoglienza degli studenti, immediata e sincera, avviare un’interlocuzione con l’Azienda Sanitaria Locale per le opportune procedure e una possibile regolarizzazione della posizione dei singoli studenti, L’Ucraina rientra tra i Paesi del mondo che adottano procedure analoghe alle nostre per l’accesso degli alunni a scuola. In nessun caso e per nessuna ragione sarebbe giustificabile il rifiuto all’iscrizione dello studente o alla frequenza del minore, che deve è per lo Stato Italiano e per l’Europa intera una priorità incondizionata a garanzia del diritto universale all’istruzione garantito dalle convenzioni internazionali a cui l’Italia, ma anche l’Ucraina, hanno aderito nel tempo.

ANP suggerisce alcune procedure organizzative

L’Associazione Nazionale Presidi, molto attiva in questi giorni nel campo dell’informazione ai propri iscritti, in un documento diramato ha sollecitato le scuole a “predisporre alcune azioni tese a semplificare e facilitare i processi di accoglienza”. E le ha elencate a giusta ragione e con spiccata attenzione alla drammaticità del momento storico:

  • dotare il personale di segreteria, addetto all’Ufficio Alunni, di indicazioni operative semplici e di immediata lettura relative alle procedure di prima accoglienza dei minori ucraini e di inserimento nelle classi individuate;
  • nomina di apposite commissioni di accoglienza finalizzate;
  • modalità più funzionali di raccordo tra scuola e famiglie ma, anche, tra scuola e comune e tra scuola e altri uffici della pubblica amministrazione interessate al fenomeno;
  • nomina di gruppi di lavoro finalizzati allo studio delle molteplici modalità di intervento necessarie per superare le difficoltà legate all’accoglienza iniziale e per la rimanente frazione d’anno, alla differenza linguistica, ma anche all’utilizzo delle nuove metodologie e tecnologie indispensabili per assicurare, come ribadisce sapientemente ANP, “un clima il più possibile sereno di scambio e condivisione”.

Uno sportello accoglienza al servizio delle mamme degli alunni stranieri

serve, con immediatezza, provvedere ad attivare, laddove non vi fossero, sportelli di accoglienza in grado di fronteggiare l’emergenza Ucraina. Alcune scuole già ne hanno attivi ed efficienti come quello dell’Istituto Comprensivo di Ponte San Pietro diretto con particolare competenza manageriale dal dirigente scolastico Prof. Giosuè Panzeri, illustrato dal progetto, in illo tempore realizzato, dalla Funzione Strumentale professoressa Maria Teresa Bonati. Lo “Sportello accoglienza”, si legge nel progetto di grande attualità, “si propone alle donne straniere (e non?) come uno spazio che vuole offrire un servizio di ascolto, informazione, orientamento ed accompagnamento nei seguenti ambiti: famiglia, scuola, salute, relazione. Con questo progetto si vuole recuperare il ruolo di queste donne e renderle un punto di riferimento per l’aggregazione di tutte le famiglie con figli in età scolastica, in un contesto di condivisione che coinvolga primariamente le famiglie”.

PROGETTO FAMIGLIE C.N.I.

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