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L’assegno unico per i figli a carico spetta anche ai disoccupati

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Assegno unico anche per i genitori disoccupati: non è più la busta paga a dare diritto al sostegno per i figli a carico.

Il passaggio da assegni al nucleo familiare ad assegno unico per le famiglie con figli a carico, introducendo novità, sta creando molti dubbi ai genitori che devono richiederlo, soprattutto se si è in presenza di quei nuclei familiari che esulano dal tradizionale.

Rispondiamo alla domanda di un nostro lettore che ci scrive:

Buongiorno,
ecco il quesito fiscale che vi sottopongo. Io sono lavoratore dipendente privato e mia moglie è casalinga. Mia moglie ha 3 figli: 2 con me ed un terzo di cui è unica affidataria (padre biologico deceduto) ed io non ho fatto adozione.  Con la vecchia legge io in quanto unico lavoratore ero l’unico a poter richiedere le detrazioni, ma non per il figlio solo di mia moglie. Le detrazioni mia moglie non le poteva chiedere non percependo alcun reddito. Io però potevo chiedere l’assegno familiare per il figlio di mia moglie in quanto figlio del coniuge. Con la nuova riforma solo chi lavora può richiedere l’assegno familiare e solo chi è genitore o tutore o genitore adottivo può richiedere gli assegni.
 L’assegno con la mia fascia di ISEE tra due e 3 figli passa da 350 a 610 euro mensili. Col nuovo sistema la mia situazione è nettamente svantaggiosa perché non posso avere ne detrazioni ne ANF per il figlio di mia moglie. E’ corretto?
Per assurdo sarebbe più conveniente se mia moglie percepisse un reddito anche minimo di 3000 euro l’anno solo per poter vedersi riconoscere l’assegno unico per i 3 figli. Cordiali saluti.

Assegno unico per i disoccupati

La novità fondamentale dell’assegno unico è che spetta anche a categorie che, in passato, non potevano fruire dell’assegno al nucleo familiare. Tra questi ricordiamo i lavoratori autonomi e anche i disoccupati.

Erroneamente lei pensa che sua moglie, essendo disoccupata, non abbia diritto all’assegno unico per il figlio che non ha in comune con lei. Ma appunto sbaglia.

Nel messaggio 4748 del 31 dicembre 2021 l’INPS chiarisce che “La domanda di assegno unico e universale può essere presentata dai soggetti in possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno di cui all’articolo 3 del decreto legislativo n. 230/2021, a prescindere dall’appartenenza del soggetto a una specifica categoria di lavoro.”.

Di fatto quindi, nel vostro caso specifico si dovrà procedere in uno dei seguenti modi:

  • lei presenta domanda di assegno unico per i due figli che avete in comune e sua moglie presenta domanda per il figlio di cui solo lei è genitore (essendo l’altro genitore deceduto);
  • sua moglie presenta domanda per tutti i 3 i figli.

Nella determinazione dell’importo spettante non cambia nulla, essendo il nucleo familiare di riferimento lo stesso e, di conseguenza, l’ISEE di uguale valore.

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