L’assegnazione provvisoria non è un capriccio, chi la ottiene perde punteggio. Lettera

di redazione
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Siamo un gruppo di docenti di ruolo, residenti in varie province italiane, interessati a produrre domanda di assegnazione provvisoria (AP), anche a livello provinciale.

Abbiamo letto l’articolo “Ministero, divieto assegnazione provvisoria a docenti che hanno avuto mobilità. UIL: no secco” pubblicato in data 7 giugno.

Desideriamo esprimere a gran voce tutta la nostra contrarietà per il progetto, a nostro avviso assurdo, di volere negare da parte del Miur la richiesta di AP al docente che è stato “soddisfatto nella domanda di mobilità”. Ma stiamo scherzando?

Ricordiamo che per alcune province italiane e per qualche classe di concorso potrebbe esserci una possibilità di avvicinarsi a casa e/o ai propri familiari praticamente soltanto sfruttando l’organico di fatto strettamente legato all’AP (e non tramite l’organico dell’autonomia legato alla mobilità).

Anche a livello provinciale parecchi km potrebbero separare la sede di titolarità con quella più comoda che si otterrebbe in AP… risparmio di tempo, di benzina/mezzi pubblici e di stress con un conseguente miglioramento della qualità dell’insegnamento. Inoltre è di una scorrettezza vergognosa lasciare scadere i termini di inoltro della domanda di mobilità per poi modificare in corsa regole dal “gusto masochista” che servirebbero soltanto a crocifiggere numerosi docenti mettendoli praticamente con le spalle al muro.

Il meccanismo delle AP, proprio per la sua funzione di “salvagente” (di ultima spiaggia!), dovrebbe essere concepito come aiuto e supporto per i docenti di ruolo e non come ulteriore ostacolo.

Nel ringraziare la Uil Scuola per il suo lodevole secco NO alla proposta del blocco di AP, esortiamo tutte le altre sigle sindacali a far sentire la propria voce a tutela dei docenti facendo in modo di bloccare, sul nascere, proposte ministeriali volte a danneggiare – in senso lato – il corpo docente a tempo indeterminato.

Ricordiamo inoltre che il fatto di chiedere AP deriva da reali esigenze, e non da capricci, come probabilmente pensa il Miur. Lo dimostra il fatto che l’ottenimento dell’AP interrompe tutta la continuità didattica con la conseguente perdita del punteggio spettante. Ci dite poco? Grazie a tutti coloro che vorranno sostenerci!

Angelo Baj e i docenti di ruolo in Assegnazione Provvisoria.

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