L’Ars chiede il rinvio dell’applicazione della riforma Gelmini

di redazione
ipsef

Il parlamento siciliano ha detto no alla riforma Gelmini. Destra e sinistra si sono trovate concordi, superando le divisioni partitiche, nel definire la riforma come pericolosa per l’isola in quanto richia di "compromettere definitivamente la qualità della scuola pubblica in Sicilia".

Il parlamento siciliano ha detto no alla riforma Gelmini. Destra e sinistra si sono trovate concordi, superando le divisioni partitiche, nel definire la riforma come pericolosa per l’isola in quanto richia di "compromettere definitivamente la qualità della scuola pubblica in Sicilia".

Cosa farà il Governo centralista, travestito da intenti federali, di fronte alle mozioni delle regioni autonome sulla riforma delle superiori? Già, perchè il problema non è solo la Sicilia, ma anche Bolzano.

Di fatto al momento abbiamo un atto legale da parte di queste realtà autonome, previsto dalla costituzione e che non potrà essere ignorato dal ministero se non forzando i dettami costituzionali.

Quindi, da parte di un Governo profeta del federalismo, ci aspetteremmo un accoglimento della volontà popolare e "sussidiaria" che rigetta quello che sarebbe un vero e proprio dramma occupazionale se i tagli dovessero essere applicati tout court.

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