L’appello del Premio Nobel Yunus: “Rifondarci come essere umani, la nostra è una società distruttiva. Dobbiamo liberarci dallo schiavismo”

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Al Festival dell’Economia di Trento, Muhammad Yunus, premio Nobel per la Pace 2006, lancia un appello accorato per una radicale trasformazione del sistema economico globale.

In collegamento da Dacca, Yunus non usa mezzi termini per descrivere l’attuale modello economico: “Una macchina che produce ottime cose, ma anche orribili cose”.

Secondo Yunus, abbiamo creato una società autodistruttiva, concentrata unicamente sull’accumulo di ricchezza, che ci ha trasformati in robot, facendoci perdere la nostra umanità. “Non basta una semplice riparazione”, afferma il Nobel, “dobbiamo ripartire dalle fondamenta, abbandonare questa civiltà e costruirne una nuova”.

Yunus invita a rifondare la nostra identità umana, mettendo al centro non più il profitto, ma valori come la solidarietà, l’inclusione e la sostenibilità. Solo così potremo costruire un’economia più giusta e equa, in grado di garantire un futuro dignitoso per tutti.

Il suo discorso è un monito per leader politici, economisti e cittadini di tutto il mondo: è tempo di agire, di ripensare radicalmente il nostro modello di sviluppo, prima che sia troppo tardi.

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