L’appello del pediatra: “Lezioni a cielo aperto da Pasqua”

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“Sulla scuola abbiamo perso  un’occasione. Si era parlato di lezioni all’aperto. Sarebbe stato un modo per ridurre il rischio di contagio da Sars-CoV-2. Spero che da marzo o al massimo dopo Pasqua, con l’arrivo delle belle giornate, si possa concretizzare questa possibilità per i ragazzi”.

Questo è l’appello lanciato dal pediatra Italo Farnetani, docente alla Libera Università  Ludes di Malta. L’esperto chiede di rispolverare una delle opzioni che era stata al centro del dibattito affrontato all’inizio dell’anno scolastico su come garantire un’istruzione sicura in tempi di pandemia.

Seguire l’esempio di esperienze portate avanti nei Paesi nordici: lezioni all’aria aperta, più contatto con la natura, più tempo trascorso fuori dalle aule. Questa l’idea del pediatra.

Ma che fine hanno fatto gli annunci di una ‘rivoluzione verde’ fra banchi? “Sono stati lasciati cadere”, salvo sparute iniziative, spiega Farnetani all’Adnkronos Salute.

L’invito dell’esperto è a “far vivere la giornata scolastica, o una parte dell’orario quotidiano, all’aria aperta dai primi di aprile. I raggi Uv, mediamente da marzo-aprile in poi, riescono ad avere una forza significativa e ad essere più efficienti ed efficaci, man mano che il sole è più perpendicolare. Stare al sole per i ragazzi significa sintetizzare la vitamina D, accumularla e sfruttarla per il prossimo inverno”.

Al rientro dalle vacanze pasquali, quindi, quando il clima sarà più mite “le lezioni fuori dalle aule sarebbero un buon modo per abbassare il rischio di contagio da coronavirus Sars-CoV-2 e avere tutti gli effetti positivi della vita all’aria aperta. Tanto più che l’ultimo anno è stato difficile per tutti. La luce solare favorisce anche la stimolazione della serotonina, con un effetto antidepressivo. Aumenta quindi anche il buonumore dei più piccoli – assicura Farnetani –  Ovviamente anche se si va a scuola e non al mare, all’aperto  consiglierei di proteggere i bambini con la crema solare”.

Infine aggiunge: “Ricordiamo che le scuole all’aperto non sono nulla di nuovo: furono una grande  invenzione degli anni ’20, mare e sole contro il rachitismo e la Tbc  sono stati usati come elementi terapeutici. In base a questo principio nel 1842 nacque il primo ospedale marino, l’Ospizio marino di Viareggio”.

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