L’ansia da esami colpisce il 70% degli studenti: come aiutarli

di Giulia Boffa
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L'Adnkronos Salute ha intervistato Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, presidente Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore della Clinica dello stress, sull'ansia da esame che :"contagia, in forme diverse, il 70% degli studenti: è il momento del confronto, quello in cui si tirano le fila di un percorso scolastico e in cui si pongono le basi per il futuro".

L'Adnkronos Salute ha intervistato Paola Vinciguerra, psicoterapeuta, presidente Eurodap (Associazione europea disturbi da attacchi di panico) e direttore della Clinica dello stress, sull'ansia da esame che :"contagia, in forme diverse, il 70% degli studenti: è il momento del confronto, quello in cui si tirano le fila di un percorso scolastico e in cui si pongono le basi per il futuro".

"Si può essere in ansia – dice – per paura di fare brutta figura, di non essere all'altezza o di deludere gli adulti. Ecco perché, soprattutto in questo periodo, il primo consiglio è rivolto ai genitori: non opprimete i ragazzi con le vostre preoccupazioni. L'oppressione infatti alimenta l'ansia, che può portare alla fuga. Caricarli di pressione e aspettative non favorirà certo l'applicazione né l'arrivo dei risultati migliori".

Gli atteggiamenti degli studenti sono diversi: lo 'sgobbone' starà ogni momento libero  sui libri, "l'ha sempre fatto e lo farà anche in questo caso. Anzi soprattutto. Dominato dal notevole senso di responsabilità, si sentirà davvero tranquillo solo se sarà a posto con la sua tabella di marcia". A differenza dell'ansioso cronico, "che, benché preparato, avrà sempre la senzazione di non saperne abbastanza, di non essere davvero capace o brillante". Per questo tipo di studente l'attesa degli esami può essere estenuante.

Per chi è troppo preoccupato consiglia: "L'ideale è suggerire un programma preciso di lavoro giornaliero, in cui oltre allo studio deve essere previsto spazio per l'attività fisica, che 'scarica' e abbassa lo stress (come la camminata, la corsa all'aria aperta, kick boxing, bicicletta) e momenti di svago con gli amici. Vietato l'alcol, invece, e le riunioni in gruppo per parlare ossessivamente delle prove".

I sintomi possono essere emicrania, mal di stomaco, insonnia, stati di tensione generalizzata, tachicardia, apatia, agitazione: "Essere preoccupati per l'esito di una prova è normale, ma l'ansia da esame è come un amplificatore per la sensazione di inadeguatezza. E gli esami di maturità – dice Vinciguerra – costituiscono oggettivamente un momento difficile", avverte. La preoccupazione più grande "è quella di deludere le aspettative dei propri genitori e perdere la loro stima – analizza Vinciguerra – Ma anche quella di fare brutta figura davanti ai coetanei".

Il consiglio dell'esperta ai ragazzi, invece, è quello di "essere preparati per se stessi, non per far contenti gli altri. Improvvisare è dannoso. E il risultato non è solo una questione di fortuna. Per questo non bisogna ridursi all'ultimo minuto ma pianificare lo studio in modo strategico con metodo e autodisciplina", un po' imitando gli sgobboni, ma senza esagerare, "spegnendo per alcune ore al giorno il cellulare e non connettendosi ai social".

Attenzione invece a eccitanti, eccesso di caffeina e persino anfetamine, "che regalano solo l'illusione di maggiore lucidità ed efficienza: devono essere banditi. Tra l'altro, finiti gli effetti di queste sostanze, l'ansia aumenta". Infine "bisogna ricordare che la paura è contagiosa, più se ne parla, più aumenta. Ma temere il risultato non è una colpa, è anzi un progresso della propria personalità verso una maggiore sicurezza. In realtà non dovremmo reprimere la paura – conclude la psicoterapeuta – ma utilizzarla in modo costruttivo, come una potente fonte di energia".

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