L’alunno non vuole essere interrogato: parolacce agli insegnanti. Che tipo di sanzione sarebbe educativa?

di redazione
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Seppure non ci sia una aggressione fisica, l’episodio finisce comunque sulle cronache cittadine. Accade in Sicilia, e la notizia è riportata dall’edizione di Caltanissetta del GDS.

“Un’aggressione verbale… parolacce assai volgari, pare si tratti solo di questo” così interviene il Dirigente della scuola interessata intervistato dal quotidiano.

CONSIGLIO DI CLASSE STRAORDINARIO PER DECIDERE EVENTUALE SANZIONE DISCIPLINARE

Una situazione di cui si occuperà il consiglio di classe straordinario.

Uno dei tanti che negli ultimi tempi vengono convocati nelle scuole per riflettere sui comportamenti degli alunni. E durante i quali le discussioni sono spesso accese: che tipo di sanzione disciplinare dare in questi casi?

C’è il Preside che manda a zappare l’orto della scuola Preside fa zappare studenti indisciplinati, cosa ne pensi?

La sanzione disciplinare deve avere sempre

funzione educativa: la possibile richiesta da parte del ragazzo di convertire la sospensione in attività alternative ha l’evidente obiettivo di favorirne il recupero.

All’interno della scuola si possono far svolgere: il volontariato nell’ambito della comunità scolastica, i lavori di segreteria, la pulizia dei locali della scuola, le piccole manutenzioni, il riordino di cataloghi e di archivi presenti nelle scuole, la frequenza di specifici corsi di formazione su tematiche di rilevanza sociale o culturale, la produzione di elaborati (composizioni scritte o artistiche) che inducano lo studente ad uno sforzo di riflessione e di rielaborazione critica di episodi verificatisi nella scuola e altro.

Sanzioni disciplinari agli studenti: possibile sempre convertirli in attività educative

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