L’alunno mediocre, capace di passare dal sei al sette. E lì che si gioca il lavoro quotidiano degli insegnanti

di redazione
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scritto dal Prof. Roberto Contu per laletteraturaenoi.it – Enrico Bottini, sì, proprio lui, è uno studente perfettamente mediocre, che ho con me dall’inizio del triennio.

Fin dall’inizio mediocre l’interesse per le mie materie, mediocri le sue capacità, mediocre l’impegno, mediocre la presenza della famiglia. Una somma di mediocrità che però ogni anno ha onestamente fruttato il necessario per arrivare a una mediocre sufficienza, senza troppi patemi e senza indebiti e ingiustificabili aiuti da parte mia.

Enrico Bottini quindi non è un Franti e non è un Derossi. Lavorare con Enrico Bottini non sarà mai l’esperienza per cui il recuperare e il redimere un Franti o l’esaltare e il presentare al tempio un Derossi possa creare una specie di accogliente comfort zone da cui annunciare al mondo intero il proprio personale «io sono l’insegnante e questi due soggetti ne sono la prova provata».

Con Enrico Bottini è diverso, è tutto diverso.

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