“L’altro sono io”: progetto contro intolleranza, razzismo e antisemitismo

di redazione
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Comunicato stampa – La Scuola di Legalità intitolata alla memoria di don Giuseppe Diana dopo attenta valutazione dei suoi componenti ha ritenuto di dover elaborare un nuovo progetto da portare nelle scuole d’Italia per combattere la diffusione delle discriminazioni fuori e nella rete internet.

Il progetto dal titolo: “L’altro sono io”, avrà lo scopo di affrontare i fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Siamo convinti che l’associazionismo e la società civile possano e debbano educare le persone a non odiare il nostro prossimo.

Soprattutto in un tempo come il nostro, dove l’intolleranza ha trovato terreno fertile sulla rete internet, è necessario far conoscere, per non far dimenticare, le innumerevoli vittime dell’odio anche nell’Italia fascista. Si sta respirando un aria “pesante” e sta ricrescendo una ondata di razzismo e di intolleranza che va fermata in ogni modo: “ritengo – afferma Musacchio – che la conoscenza sia l’antidoto più efficace al veleno del razzismo e oggi più che mai il nostro impegno all’insegna della legalità è più necessario che mai”.

Siamo convinti che la cultura e la conoscenza della storia evitano l’indifferenza che da sola è uno dei pericoli più nocivi per la nostra società.

Lavoreremo con i giovani contro la “esaltazione del nemico” inoculando il vaccino del senso di comunità sostituendo e facendo comprendere l’importanza del “noi” in luogo dell’egoismo dell’”io”.

I fenomeni connessi al razzismo stanno emergendo con forza e rischiano di essere legittimati come fatti incontestabili mentre nella realtà non lo sono affatto. Il nostro scopo sarà quello di evitare il dominio della “cultura del nemico” sostituendolo con quello della solidarietà consapevole.

In questo progetto – con nostra immensa gioia – saremo coadiuvati dalla senatrice Liliana Segre (fu tra i venticinque minorenni italiani sopravvissuti all’orrore di Auschwitz) e che in esclusiva per la nostra Scuola di Legalità ha scritto una lettera che consegneremo direttamente ai ragazzi delle scuole dove ogni volta ci recheremo. E’ giunto il momento di prendere una posizione netta: non è più possibile restare immobili o peggio indifferenti.

Questa è una società ingannevole, che recita un copione scritto da altri per cui bisogna che gli intellettuali di questo Paese comincino a schierarsi nettamente in favore della verità contenuta peraltro nella realtà oggettiva.

Attenzione a non seguire i “cattivi maestri” poiché sui fatti vi è una ignoranza fisiologica che bisogna evitare ad ogni costo. E’ indispensabile andare in mezzo ai giovani e poter parlare, spiegare, farsi capire dando loro la possibilità di una scelta libera e consapevole. Per parlare alle nuove generazioni occorre l’impegno di persone imparziali e credibili, la via maestra dunque è sempre quella della cultura.

La Costituzione sarà la nostra guida in questo difficile cammino. Fare promozione, educazione, dimostrare quanta positività ci può essere in chi viene odiato, per stimolare al rispetto nei loro confronti. Conoscere i fatti per non ricadere negli errori del passato questo sarà il vessillo che porteremo alla nostra gioventù.

Vincenzo Musacchio, Direttore scientifico della Scuola di Legalità
“don Peppe Diana” di Roma e del Molise

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