L’altra forma di dispersione scolastica. Lettera

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Inviata da Michele Canalini – Ora che il paese ha vissuto l’ennesimo scossone a livello governativo, cos’altro succederà alla povera scuola italiana? I cambiamenti, in passato, pochissime volte le sono stati propizi e quasi sempre si contano più i danni che i vantaggi derivati dai provvedimenti e dalle decisioni dell’ennesimo avvicendamento politico di turno.

Nell’attesa – rassegnata e pessimistica – di quel che avverrà, voglio con questa mia lettera porre l’attenzione su un altro dei mali della nostra istruzione: la “dispersione scolastica”, e con questa intendo non solo quella di chi si ritira e lascia la scuola ma anche un’altra forma di dispersione che attanaglia la nostra istruzione, a ogni grado.

Quella a cui faccio riferimento è la dispersione dei migliori talenti, dell’inventiva e della creatività dei nostri ragazzi, che si sentono abbandonati
a se stessi, perché ormai non ci si occupa più del processo di apprendimento e del naturale percorso di guida, cognitiva filosofica e ideale, che dev’essere la scuola.

Si investe pochissimo sui giovani, e non solo a livello economico. Tanto a nessuno interessa più coltivare le migliori energie delle leve future. Così che le stesse nutrono poche attese e si lasciano andare a esiti mediocri e risultati poco incoraggianti, come testimonia ogni anno quel felice sistema di
rilevazione chiusa e asettica che è l’Invalsi. Basta entrare in un’aula scolastica e fare un sondaggio sul livello di avvilimento, emotivo ed empatico, provato dagli studenti.

O a parlare con qualcuno di essi per sentirne l’opinione in merito alla mancanza di attenzione nei loro confronti da parte di docenti (non tutti..), di genitori e in generale di chi ricopre qualche ruolo nella società. Cosa dunque ci aspettiamo da chi un domani dovrà prendere il posto dell’attuale
classe dirigente? Se i giovani si sentono considerati dagli adulti come interlocutori poco attendibili, se non addirittura marginali (basti pensare solamente al tema dell’eredità ambientale), quale risposta ci attenderemo una volta che loro saranno divenuti adulti e a loro volta trasmettitori di un qualche lascito alle successive generazioni?

Ma, in conclusione, stavo per dimenticare che a settembre ci saranno le elezioni e che sicuramente arriverà, come nel migliore dei mondi possibili, anche il migliore dei governi possibili. E, di conseguenza, la migliore delle scuole possibili.

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