L’altra faccia della riforma Fornero per chi vuole continuare a lavorare

di Giulia Boffa
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GB – La riforma Fornero è al centro dell’attenzione della scuola per la nota vicenda della Quota 96, docenti che vogliono andare in pensione e non riescono , ma c’è anche chi, grazie alla riforma Fornero, può continuare a lavorare, non volendo andare in pensione.

Una docente di un istituto abruzzese ha presentato ricorso contro la scuola e l’ufficio pensioni che avevano respinto la domanda di proroga biennale, costringendola ad andare in pensione dal primo settembre in quanto aveva compiuto 61 anni prima del decreto Fornero.

GB – La riforma Fornero è al centro dell’attenzione della scuola per la nota vicenda della Quota 96, docenti che vogliono andare in pensione e non riescono , ma c’è anche chi, grazie alla riforma Fornero, può continuare a lavorare, non volendo andare in pensione.

Una docente di un istituto abruzzese ha presentato ricorso contro la scuola e l’ufficio pensioni che avevano respinto la domanda di proroga biennale, costringendola ad andare in pensione dal primo settembre in quanto aveva compiuto 61 anni prima del decreto Fornero.

"La professoressa è stata costretta a presentare un ricorso d’urgenza per riaffermare il proprio diritto alla proroga" sostiene la Uil scuola in un documento diffuso ieri.
 
Inoltre  la scuola, nel collocare la maestra a riposo d’ufficio dal settembre, le comunicava anche che avrebbe dovuto lasciare il servizio per limiti di età già dall’anno scolastico precedente (cioè dal primo settembre 2012), senza però notificare all’interessata il relativo provvedimento di pensione.

Ieri è giunta l’ordinanza del Tribunale del lavoro, grazie alla quale, la ricorrente sarà mantenuta in servizio fino al compimento dei 68 anni ciò sulla base dell’assunto che "la ricorrente abbia diritto a fruire del limite ordinamentale per il collocamento a riposo d’ufficio previsto dalla nuova normativa".
 

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