L’alternanza scuola lavoro, un incubo il cui “obbligo-dovere” va rimosso subito

di redazione
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Rosario Bonura – Signor Ministro Bussetti, ho apprezzato moltissimo le sue parole ascoltate in un TG: “L’alternanza scuola lavoro deve essere un’opportunità, non un dovere”.

Ho detto fra me e me “evviva, finirà l’incubo” e invece no, l’incubo non solo non è finito, ma sta addirittura peggiorando.

Voglio fare una premessa, ho letto da qualche parte una frase che diceva “ il lavoro è attività volontaria e retribuita”, non so se è vero, non so se l’ho soltanto sognata. Se questa frase è vera e fa parte dell’ordinamento legislativo della Repubblica italiana allora l’alternanza scuola lavoro non rispetta la legalità.

Mi è stato detto che una studentessa o uno studente in alternanza scuola lavoro nello svolgimento di questo “dovere” assume a tutti gli effetti lo status di lavoratrice o lavoratore. Ebbene se il concetto che l’attività lavorativa è volontaria e retribuita, il concetto di studentessa-lavoratrice studente-in status di lavoratore è un’aberrazione rispetto all’ordinamento giuridico italiano, infatti non retribuita, è l’art. 36 della Costituzione nel primo comma afferma con giustizia “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro …” quindi per favore nessuno dica che la studentessa o lo studente in alternanza scuola lavoro ha status di lavoratore, perché per Lei o Lui non è prevista alcuna retribuzione! e poi l’obbligo, quale legge può imporre il lavoro come obbligo a un minorenne? Forse la legge sull’alternanza scuola lavoro, però il dubbio è lecito.

Torniamo agli incubi. L’alternanza scuola lavoro fa dormire sonni tranquilli al 90% delle e dei docenti  che non si interessano affatto di alternanza scuola lavoro, semplicemente non li riguarda, è compito dei tutor, che sono anche pagati per questo,  probabilmente anche  un buon 50% delle studentesse e degli studenti italiani dorme e sogna tranquillamente. E l’altro 10%  delle e dei docenti pari a circa 70.000 persone? Agli altri e altre 700.000 studentesse e studenti italiane e italiani?

Vogliamo parlare delle aziende disponibili ad ospitare studentesse e studenti? Poche, decisamente poche. La mia è una provincia ad altissima vocazione vitivinicola e della produzione di olio, ci sono sicuramente centinaia di cantine che producono vera ricchezza per la nostra società, il vino e centinaia  frantoi che producono olio, e parimente centinaia, forse migliaia di aziende agrarie che producono uva e olive, per non parlare della frutta e degli ortaggi.

Se andiamo a guardare il Registro Nazionale dell’Alternanza scuola lavoro ne troviamo poche decine, in quelle aziende ci abbiamo mandato i ragazzi di quarta e quinta che hanno ormai acquisito le giuste competenze per stare in un laboratorio chimico di una cantina o di un frantoio. Eppure la registrazione nel Registro Nazionale dell’Alternanza Scuola Lavoro è obbligatoria per le aziende che ospitano studentesse e studenti in questo anomalo status giuridico di lavoratrici-non lavoratrici, lavoratori-non lavoratori.

Qualche azienda agraria  in realtà cerca un cameriere per l’agriturismo associato all’azienda un tempo solo agricola oggi divenuta anche turistica e della ristorazione.  La parola ristorazione mi porta immediatamente alla situazione diametralmente opposta: gli istituti alberghieri! La bacheca all’ingresso del reparto cucine dell’Istituto alberghiero dove insegno non ha più spazio per i biglietti di ristoranti e alberghi che cercano ragazzi in alternanza scuola lavoro. Sono tutti registrati  e assorbono praticamente tutti gli studenti, capillarmente suddivisi nel territorio della provincia e molti di essi addirittura al di fuori della Regione di residenza. La bacheca dell’Istituto Agrario? Non c’è, sarebbe tristemente vuota.

Gli studenti dell’istituto agrario tuttavia, in buona parte,  non si sono persi d’animo. Per lo meno i genitori, che vivono anch’essi come incubo l’alternanza scuola lavoro: hanno cercato fra le amicizie chi conoscesse qualcuno che lavorava in una cantina o in un’azienda agricola
e mi hanno presentato i loro bravi documenti di disponibilità aziendale. Aggiungo anche che questa fortuna è avvenuta nel 40% degli studenti, gli altri continuano a mandarmi messaggi con scritto “prof. quando cominciamo l’alternanza?” ma di questo ne parleremo dopo.

Quel 40% di studenti che felici mi hanno presentato il foglio di disponibilità aziendale, sono rimasti interdetti dalla risposta delle aziende che mi hanno detto di voler accettare i ragazzi in alternanza scuola lavoro durante il periodo della vendemmia, tra il 10 agosto e il 20
settembre, il motivo? Ve lo faccio soltanto immaginare. “Il 10 agosto?” mi ha risposto un’alunna “no, coincide con le ferie dei miei genitori dobbiamo trasferirci nella casa al mare che dista 100 Km da qui, come faccio?”. Il turismo! Una possibile conseguenza dell’alternanza scuola lavoro è rappresentata da un considerevole numero di studenti che quest’anno non viaggerà per fare alternanza scuola lavoro d’estate.

La mafia uccide solo d’estate? L’alternanza può esserne capace, se qualcuno nei campi sotto il sole cocente d’agosto morirà sotto il peso di una cesta colma d’uva o di meloni trasportata fino al trattore dove la si svuota dopo 10 e più metri. Quell’azienda verrà tacciata di
infamità, di aver ridotto il ragazzo alla schiavitù, il Rappresentante legale condannato e l’azienda dovrà risarcire milioni di euro alla famiglia della studentessa o dello studente morto… di alternanza scuola lavoro.

L’incubo non si esaurisce  sotto il sole cocente d’agosto, l’incubo continua tutte le notti per i docenti tutor e per una buona parte degli studenti.

Dicevamo il 40% degli studenti mi presenta un documento di disponibilità aziendale, la prima azione che svolgo davanti alla studentessa o allo studente è verificare se ci sono le condizioni minime per fare alternanza scuola lavoro, ovvero se il DVR (documento di valutazione dei rischi dell’azienda) ha previsto eventuali rischi per gli studenti in stage. Tristezza massima:  almeno il 30% delle studentesse e degli studenti hanno segnata nel documento come risposta NO. Al 70% delle studentesse degli studenti dico “Evviva!” al rimanente 30% dico “mi dispiace!” qualcuna/o si è messa subito a piangere.

La maggior parte degli altri sicuramente ha pianto quando a casa, al computer ho cercato di verificare la presenza dell’azienda scritta nel documento di disponibilità aziendale nel Registro Nazionale dell’Alternanza Scuola Lavoro e  non l’ho trovata. Hanno pianto, sicuramente, quando l’ho comunicato loro con un triste e scarno messaggio su whatsapp.

Non tutti i Rappresentanti legali delle Aziende hanno il tempo, la pazienza e la voglia di registrarsi nel Registro dell’alternanza scuola lavoro. Una Rappresentante che lo ha fatto mi ha detto che per completare l’operazione ci ha impiegato un giorno intero, a parte il tempo necessario per andare in un ufficio postale per richiedere il codice SPID. Molti rispondono di non volersi registrare, e se questa è condizione necessaria per fare alternanza scuola lavoro, allora rinunciano alla disponibilità.

Affermo anche che il registro nazionale dell’alternanza scuola lavoro mette a disposizione per le studentesse e gli studenti attualmente poco più di 240.000 posti. Le studentesse e gli studenti che “devono svolgere obbligatoriamente questo compito” sono circa 1,5 milioni.

Di 40 alunni (due classi) di studentesse  e studenti del triennio di Istituto Professionale Tecnico per l’agricoltura che gestisco, meno di 10, circa il 20% di loro ha un’azienda che può ospitarli in modo regolare in alternanza scuola lavoro.

L’incubo continua.

Questa estate sarà diversa dalle estati precedenti, non farò le ferie, o meglio le farò, ma solo sulla carta, più precisamente sulla richiesta di ferie.  Ho promesso agli alunni, per toglier loro la tristezza, per rassicurare le famiglie che i loro figli faranno gli esami di maturità un giorno, sì, perché chi non completerà almeno il 75% delle ore di alternanza previste non farà gli esami! ho promesso, dicevo, che farò fare alternanza scuola lavoro nell’azienda della scuola.

Farò una lettera all’INAIL e ci scriverò il nome di tutti gli alunni, uno per uno.

Insieme svolgeremo un progetto dal titolo “Tanto olio, carrube e vino e un albero per ogni bambino”.

Ho detto loro che produrremo 100, no 200, ma che dico 1.000 anche 2.000 alberi, querce e carrubi soprattutto, raccoglieremo le carrube e ne otterremo la farina per farne dei dolcini usando anche farina di grano duro biologica dell’azienda agraria e farina di mandorle, oltre,
ovviamente, a uova, burro, acqua, Marsala, zucchero. Raccoglieremo l’uva, con calma, per pochissime ore, giusto il tempo di vedere l’uva matura e capire in cosa consiste il lavoro del contadino, la trasformeremo in vino in cantina, così come raccoglieremo le olive e le porteremo al frantoio per la molitura.  Raccoglieremo le carrube.

Dai semi delle carrube raccolte in luglio e dalle ghiande raccolte in dicembre faremo nascere migliaia di alberi.

Poesia per il palato, poesia per l’alternanza scuola lavoro, poesia per le studentesse e gli studenti e le rispettive famiglie, poesia per la nostra terra o forse sarebbe giusto dire per la Terra, con la T maiuscola che è un pianeta e non solo il suolo che velocemente si sta perdendo per sempre sotto la pressione degli agenti atmosferici e del disboscamento.

Ho detto loro che sarà anche divertente.

Loro ogni giorno mi mandano un messaggio con scritto “prof quando cominciamo?”.

Presto rispondo io, non appena finisco di fare il giro di tutte le cantine della provincia per pregare i Rappresentanti legali di registrarsi nel registro nazionale dell’alternanza scuola lavoro, sì, perché una buona parte di loro vive lontano dalla scuola in estate, d’inverno alloggiano nel convitto dell’Istituto, ma d’estate è chiuso e non possono partire alla 4 di notte e tornare a casa alle 20 per venire a partecipare all’alternanza scuola lavoro svolta nell’azienda agraria dell’ Istituto. A parte il fatto che l’alternanza scuola lavoro, lo dice la legge, non deve essere onere economico per le famiglie, e il biglietto dell’autobus costa e moltiplicato per 20 fa una bella cifra.

“Tanto olio, carrube e buon vino…. E un albero per ogni bambino” è un bellissimo sogno.

Speriamo finalmente un gran bel sogno che si realizzerà, per il bene delle studentesse e degli studenti, delle famiglie, mio, di tutor di alternanza scuola lavoro, un gran bel sogno per la nostra terra, il cui ordinamento giuridico dice che per ogni bambino nato il Comune deve
piantare un albero. Lo faremo noi… un albero per ogni bambino! un gran bel sogno, speriamo che diventi realtà.

Speriamo però, tutti, nessuno escluso, io come tutor scolastico, le studentesse e gli studenti e le rispettive famiglie soprattutto che l’obbligo-dovere dell’alternanza scuola lavoro venga soppresso.

Signor Ministro Bussetti, lo faccia, abolisca l’obbligo-dovere dell’alternanza scuola lavoro, la preghiamo con tutto il cuore. Una volta, e per sempre!

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