L’accordo di rete “Nulla dies sine verbum” e l’intervista al DS Irene Marcellino: in allegato il modello dell’accordo

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Il Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999 n. 275 (Regolamento recante norme in materia di autonomia scolastica, ai sensi dell’art. 21 della legge 15 marzo 1997 n.59) prevede la possibilità di promuovere o aderire ad accordi di Rete tra le Scuole per il raggiungimento delle proprie attività istituzionali.

L’accordo di Rete, secondo quanto sancito dal comma 2 del citato art.7 del D.P.R. 8 marzo 1999 n. 275, può avere per oggetto attività didattiche, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, di formazione e aggiornamento, di amministrazione e contabilità, ferma restando l’autonomia dei singoli bilanci, di acquisto di beni e servizi, di organizzazione e di altre attività coerenti con le finalità istituzionali. Anche la Legge 13 luglio 2015 n.107 con particolare riferimento all’art. 1 commi 70, 71, 72 recante indicazioni per le reti tra Istituzioni Scolastiche, torna a sottolineare il grande valore del collegamento in Rete tra le scuole autonome pubbliche statali finalizzato alla realizzazione di un sistema formativo integrato e al potenziamento del servizio scolastico sul territorio. Su queste premesse e sull’esperienza maturata, con eccellenti risultati, della Direzione didattica Statale “Monti Iblei” di Palermo, che ha il ruolo di capofila della rete in quanto promotore e proponente della proposta progettuale, nasce, considerata la disponibilità dell’Ordine Regionale Logopedisti, l’importantissimo progetto “Nulla dies sine verbum”.

La rete di scopo “Nulla dies sine verbum”

La rete di scopo “Nulla dies sine verbum”, voluto fortemente dalla dirigente scolastico della Direzione Didattica Statale “Monti Iblei” di Palermo, guidata dalla dirigente scolastico professoressa Prof.ssa Irene Marcellino, nasce per la promozione di una figura di riferimento di Esperto logopedista che può fornire una consulenza professionale al personale docente e ai genitori e interviene sui bambini, operando in piccolo gruppo e/o individualmente con attività specifiche. Tra le scuole, in crescita, certamente, che hanno aderito alla Rete di scopo: ICS “Cruillas” Palermo; Direzione Didattica Stat. Cavallari Palermo; ICS “G.Falcone – Fondo Raffo” Palermo; Dir. Did. Stat. “R. Moleti” Palermo; Dir. Did. Statale “Garzilli” Palermo; ICS “R. Livatino” Ficarazzi Palermo; ICS “ A. Ugo” Palermo; ICS “Politeama” Palermo; ICS “Rapisardi-Garibaldi” Palermo; ICS “ Carini-Calderone” Torretta (Pa); ICS “R. Guttuso” Villagrazia di Carini (Pa) e la Dir. Did. Statale “A. Gabelli” Palermo .

Il servizio dell’Esperto in logopedia

L’Esperto in logopedia fornisce un servizio finalizzato a:

  • Evidenziare e monitorare ritardi nello sviluppo del linguaggio.
  • Delineare percorsi ad hoc per gli alunni i cui risultati dello screening risultino problematici
  • Evidenziare e monitorare potenziali ed eventuali disturbi dell’apprendimento (DSA) in soggetti a rischio;
  • Ridurre al minimo le difficoltà di apprendimento dovute allo sviluppo del linguaggio al fine di prevenire ogni forma di disagio relazionale, psico-affettivo da esse derivati;
  • Fornire uno spazio informativo e formativo per rispondere ai bisogni specifici scolastici e socio familiari.

I contenuti della rete di scopo

Le istituzioni che aderiscono alla rete di scopo si impegnano a collaborare per l’attuazione di azioni mirate alla realizzazione di attività di formazione in servizio di docenti e a costruire una rete di scopo di collaborazione e corresponsabilità tra scuola, famiglia e territorio (enti locali, associazioni, ecc.).

Le Scuole partecipanti alla rete, nello specifico, si impegnano a:

  • realizzare il miglioramento della qualità complessiva del servizio di logopedia scolastica
  • promuovere il coordinamento delle diverse azioni
  • fornire alla scuola capofila le risorse economiche necessarie all’espletamento del servizio del proprio istituto
  • istituire un Nucleo Operativo di progetto con i Dirigenti e i Docenti referenti delle scuole in Rete
  • promuovere l’arricchimento delle competenze professionali dei docenti e l’ampliamento dell’offerta formativa delle scuole della Rete mediante le socializzazioni dell’uso delle risorse umane e materiali esistenti all’interno della Rete
  • promuovere i rapporti con il territorio
  • indicare le ore necessarie per il proprio istituto, organizzando autonomamente il calendario e i tempi di realizzazione del servizio.

La prossimità all’utenza e la scommessa del dirigente scolastico Irene Marcellino

Una scuola prossima al territorio è una scuola che si concretizza nel suo ruolo di agenzia di riferimento dei genitori, degli alunni e delle altre agenzie educative, culturali e sociali. Ne parliamo con il dirigente scolastico professoressa Irene Marcellino che, da anni, è impegnata a fare delle scuole che ha diretto i punti di riferimento della comunità e del territorio.

Come nasce il progetto “Nulla dies sine verbum”?

«Il progetto nasce dalla constatazione che a seguito del Covid i bambini della scuola dell’infanzia, quelli tra i due anni e mezzo ai cinque anni, avevano serie difficoltà nello sviluppo del linguaggio. I docenti mi dicevano che i bimbi parlano malissimo. Evidente il covid, in un certo senso, aveva inibito in linguaggio intervenendo in un maniera inopportuna proprio in quel momento dello sviluppo evolutivo in cui i bambini dovevano iniziare un processo di socialità. Era necessario dare un grande impulso al loro sviluppo del linguaggio. A causa del Covid questo, infatti, non era avvenuto perché i bambini erano rimasti praticamente a casa e la loro presenza non è stata diciamo assidua come lo era per gli altri ordini di scuola. I bambini hanno risentito fortemente di questo lockdown. Non dimentichiamo che i bambini osservava e gli adulti e sappiamo che linguaggio si sviluppa per imitazione. Osservavano gli adulti che indossavamo le mascherine: questo ovviamente è stato un ulteriore motivo di inibizione per lo sviluppo del linguaggio. Ho pensato che fosse necessaria la presenza di un logopedista scuola. Quindi la prima ragione della nascita di questo progetto e di ordine pratico. Una seconda, diciamo, a sfondo pedagogico. Il fatto che la scuola oggi è chiamata ad abbracciare una formazione sempre più ampia, che coinvolge tutta la sfera della crescita, ha fatto sì che venisse fuori l’esigenza di avere ulteriori professionisti per concorre allo sviluppo e alla formazione della persona. Un bambino che parla tranquillamente è un bambino che agisce, che reagisce, che pensa, che socializza, che struttura la propria personalità. È un bambino che soprattutto impara. I nostri bambini sono già dalla nascita, purtroppo, come dire sopra esposti ai tablet e al telefonino non certo con benefici. I bambini si trovano nella situazione passiva in cui c’è sempre qualcuno, in uno schermo ,che parla loro e loro invece ascoltano. Così crescendo arriveranno all’età di dodici, tredici, quattordici anni e avranno persino dimenticato che hanno appunto il potere della parola e il potere del pensiero. Quindi imparare a parlare presto e bene non è soltanto una pratica naturale ma propriamente una pratica culturale e per questo la scuola entra in primis a pieno titolo nel l’intervento della formazione».

Lo ha già sperimentato nella sua scuola, con quali risultati?

«Lo abbiamo già sperimentato nella nostra scuola e con ottimi risultati l’anno scorso accedendo ai fondi anche dell’articolo 58 e in minima parte anche ad un contributo dei genitori. Abbiamo istituito, con un bando, la figura di logopedista. Ritenevamo di dare, all’inizio un numero di ore predefinito, ma poi via via abbiamo sempre più aumentato questo quantitativo proprio perché l’esigenza si è rivelata al di là di quello che noi avevamo preventivato. Molti bambini e non solo della scuola dell’infanzia, anche di prima e seconda primaria, hanno fruito del servizio perché ricordiamoci che uno sviluppo del linguaggio ritardato spesso purtroppo sfocia in un disturbo dell’apprendimento. I risultati sono stati veramente ottimi: intanto abbiamo reso un servizio importantissimo alle famiglie e al territorio. Lei pensi che la scuola chiudeva spesso alle nove della sera proprio perché i genitori avevano capito l’importanza del servizio e lo avevano apprezzato moltissimo. Questa partecipazione dell’utenza al servizio non ha potuto fare altro che produrre degli ottimi risultati che sono stati verificati sia in termini di apprendimento per i bambini della prima classe, in maniera particolare, che in termini di socialità».

Dalla sua esperienza alla rete di scopo: perché e con quali aspettative?

«Il titolo della rete di scopo oltretutto è significativo perché “Nulla dies sine verbum” significa appunto nessun giorno senza parola; l’auspicio e l’augurio è che questi piccoli alunni che crescono non si trovano mai a essere zittiti, ammutoliti o incapaci di pensiero, di parola o di replica. Ecco perché questo progetto è fondamentale e prioritario in ogni scuola».

27.03.2023 – ALLEGATO – ACCORDO DI RETE MONTI IBLEI NULLA DIES SINE VERBUM

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