L’Abruzzo diventa zona rossa, Marsilio: “Le scuole rimangono aperte, senza congedi o bonus baby sitter chiuderle sarebbe insostenibile”

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”Abbiamo pensato prima alla salute dei cittadini. Al governo chiedo solo di non farci vivere così, come figli di un Dio minore, di non frenare decisioni che salvano vite umane per paura che non vi siano le coperture economiche per i risarcimenti”.

Così al Messaggero il presidente dell’Abruzzo Marco Marsilio, all’indomani della decisione del lockdown per la regione che tuttavia non include la chiusura delle scuole. ”Se avessimo ragionato con furbizia – afferma – avremmo potuto aspettare fino a venerdì,  attendere l’inserimento in fascia rossa da parte del ministero, poi magari avremmo anche protestato”.

”Vi rendete conto – chiede Marsilio – di quante sono le persone negli ospedali? Sono più di quelle che sono state ricoverate nella prima fase. Abbiamo potuto sostenere la situazione fino ad ora perché abbiamo fatto una parte di lavori che ha consentito di assorbire l’urto. Ora, però, la capacità degli ospedali è molto limitata, soprattutto alla luce del fatto che non mi hanno permesso di  completare gli interventi e avere una capacità di resistenza più prolungata nel tempo. Adesso è inutile lottare con i 21 parametri, magari sperando di stare un centesimo di punto sotto la soglia per rimanere in zona arancione. Ascoltiamo il grido di dolore di medici, infermieri e pazienti che hanno difficoltà ad accedere nei Pronto soccorso e nei reparti di Terapia intensiva”.

Quanto all’ipotesi di chiudere tutte le scuole, il governatore racconta che ”questo consiglio è arrivato dal Comitato tecnico  scientifico, ma non all’unanimità. Dopo una discussione molto ampia abbiamo ritenuto che siamo d’accordo nel non poterlo accogliere, pur volendo. L’attuale disciplina non consentirebbe alle famiglie di avere gli strumenti per affrontare questa emergenza ulteriore. Senza congedi parentali o bonus baby sitter sarebbe insostenibile”.

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