La vera carriera dei docenti: orario di servizio e stipendi europei. Lettera

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Inviata da Antonio Deiara – Gent.ma Vice-Ministro Anna Ascani, forte della mia “profepassione” docente da soli quarant’anni, Le invio la sezione della proposta di Riforma della Scuola, elaborata dallo scrivente, relativa alla vera “carriera” dei docenti: parleremo di orario di servizio, orario di cattedra, ferie e stipendi europei.

Se proviamo a chiedere alla famosa casalinga di Voghera cosa pensi dell’orario di lavoro dei professori e dei maestri, la risposta sarà questa: “Sono dei privilegiati, 18 ore la
settimana, vacanze di quindici giorni a Natale e di una settimana a Pasqua e tre mesi di ferie in estate!” Inutile cercare di spiegare la realtà, peraltro assai diversa. E’ sempre stato un “patto scellerato” tra docenti e Stato: “Per quanto mi paghi – pensa il professore – faccio anche troppo…”; “Per quanto lavori – replica lo Stato – ti pago anche troppo!”.

Per riformare veramente la Scuola, data l’indisponibilità del tunnel dei neutrini di proprietà della Gelmini, insegnanti e Stato, omissis pilis, devono stabilire tre tipologie di contratto, con possibilità di modificare la scelta della tipologia stessa su base pluriennale: “Full Time” facoltativo – 36 ore settimanali di servizio, tenendo invariato l’orario di cattedra, compresi riunioni, scrutini e colloqui, fino a 6 ore settimanali per le sostituzioni inferiori ai 15 giorni, corsi di recupero e potenziamento, aggiornamento, ferie uguali a quelle degli altri lavoratori e retribuzione europea;

“Normal Time” facoltativo – come oggi, ma senza alcuna possibilità di recriminare;

“Part Time” facoltativo – come oggi, ma senza mugugni.

E i soldi necessari? Si libererebbero le risorse “dedicate” a supplenze brevi, funzioni strumentali, collaboratori dei dirigenti scolastici, corsi di aggiornamento “inutili”, dispersione scolastica, corsi di recupero degli allievi in difficoltà, etc. Ovviamente, il funzionamento della Scuola sarebbe incardinato sui docenti del “Full Time”. Verrebbe a
cadere così un altro dei problemi fasulli della Scuola: la strutturazione dell’orario settimanale delle lezioni, non di rado lontana dalle esigenze didattiche, oppure trasformata in un “feudo” di pseudo-potere da personaggi convinti della validità del principio riportato da Orwell ne “La fattoria degli animali”:” Tutti i docenti sono uguali ma
alcuni sono più uguali degli altri”.

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