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La valutazione non si ferma mai, da quella pre-sommativa a quella post-sommativa dopo verifica. Come procedere

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La valutazione va vista come un ciclo continuo. Con il paradigma delle competenze, la valutazione sommativa non rappresenta più la fine di “un’unità didattica conchiusa”. La valenza formativa del prepararsi alle verifiche viene sottovalutata, va strutturata con metodo per attivare nell’allievo competenze trasversali e meta-riflessive. Insomma, impariamo insieme a studiare e a imparare.

La valutazione va considerata come un ciclo unico, sul modello di quello dell’acqua, ovvero il ciclo valutativo.

Vi sono due tipologie di valutazioni che tutti conosciamo bene quella formativa e quella sommativa.

Un nuovo ciclo valutativo

Introduciamo ora due altre tipologie intermedie che definiamo riflessioni: le abbiamo chiamate: riflessione pre-sommativa e riflessione formativa post-verifica.

È fondamentale comprendere come le tipologie valutative siano interconnesse e come la

La riflessione pre-sommativa

Questa fase vuole mettere in luce qualcosa che tutti i docenti conoscono e in parte sperimentano, ma senza darle un nome. Una delle grandi finalità di questa riflessione è il conoscere e variare i metodi di studio.

La riflessione pre-sommativa anticipa in genere di 1 settimana o 10 giorni una prova sommativa. Può raggiungere i suoi scopi anche se viene effettuata poche volte in un anno.

Si tratta di prove formative, o brevi esercitazioni, con gli allievi e le allieve il cui fine non è risolvere gli esercizi, bensì concretizzare aspetti organizzativi e metodologici come:

a) cercare di collegarli alle schede o alle pagine del libro corrispondenti

b) definire pratiche e metodologie di lavoro e di apprendimento.

Molti allievi che vogliono studiare e sono in difficoltà non sanno neppure dove trovare i contenuti trattati.

Procedura da seguire

Gli allievi a coppie o individualmente ricevono una prova formativa simile alla prova sommativa che verrà loro somministrata a breve.

In seguito gli allievi non risolvono gli esercizi, ma indicano per ciascuno di essi, nello spazio appositamente lasciato libero a destra:

      • con quale materiale prepararsi e dove si trova (specificano le pagine, paragrafi, uso di cartine, …)
      • come prepararsi per risolvere ogni esercizio.

Segue una discussione in plenaria che permette di confrontare i risultati.

Si distinguono 4 tipologie di “risultati” che possono emergere durante la riflessione pre-sommativa
I processi di anticipazione legati al compito da affrontare:

      • “ho pensato di prepararmi a questo nella verifica, così…”
      • se si ha tempo a disposizione tutti gli allievi insieme scrivono su pannelli o cartelloni le domande che si attendono nella verifica e altri scrivono le risposte.

Conoscenze organizzative:

      • quali sono schede, le pagine del libro, i materiali multimediali da utilizzare e studiare per ogni attività
      • quale altro materiale aggiuntivo è da ricercare e approfondire.

I processi di azione sono di fatto le strategie operative che l’allievo attiva per prepararsi al compito richiesto.

Vediamo alcuni esempi seguendo la tassonomia di Bloom, si parte dall’uso della memoria fino alla capacità di sintesi.

  • Imparare a memoria
  • Ricopiare
  • Rifare operazioni manualmente
  • Riscrivere termini
  • Rifare esercizi per prepararsi
  • Ricordare regole
  • Ripetere ad alta voce
  • Ripetere ad alta voce camminando
  • Sintetizzare concetti
  • Fare schemi
  • Produrre una mappa mentale

I processi di azione variano a seconda della materia, delle diverse tipologie di verifiche e delle capacità di ogni allievo.

Le disposizioni ad agire e strategie di azione degli allievi:<>

Discutono come:

        • “tenere duro nelle difficoltà”
        • “come gestiranno il carico di lavoro se hanno altre verifiche settimanali”

Spiegano come procederebbero nella prova:

        • “partono dal primo esercizio e vanno avanti”
        • “prima fanno gli esercizi che trovano facili, poi gli altri
        • “saltano esercizi per i quali non si sentono preparati”.

strong>La riflessione formativa post-verifica

Questa fase, che segue la riconsegna delle verifiche corrette ai ragazzi in classe, viene certamente già utilizzata da tanti colleghi e colleghe. Essa completa in maniera significativa il ciclo valutativo.

Procedura da seguire

Dopo aver effettuato la correzione della verifica, il docente, con regolarità, fa spiegare ad almeno 2 allievi con voti medio-alti o comunque con risultati discreti, come si sono preparati alla verifica. Li lascia liberi di parlare o può porre, le prime volte, alcune domande guida come:

    • Quante sessioni di studio e durata?
    • Tipo di attività svolte, ad esempio:
      • schemi lavoro e sintesi usati o creati, che si possono eventualmente mostrare se sono d’accordo.
    • Con chi hanno lavorato? Da soli, a coppie, con i genitori, …
    • Materiali extra usati: multimediali, altri testi, esercizi online.

In seguito, si può fare scrivere brevemente a tutti come si sono preparati, rispondendo, se necessario, alle stesse domande.

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