La valutazione non decolla: gli ispettori ministeriali sono troppo pochi

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Il sistema nazionale di valutazione non è ancora a regime, nel periodo ottobre 2016-maggio 2017 ha riguardato appena 375 istituti, e da ottobre a dicembre, ne interesserà addirittura meno, 220. Ne parla il Sole24Ore.

Gli istituti scolastici in Italia sono 8mila, in base ai dati nel primo anno è stato valutato solo il 4,6% delle scuole totali; e quest’anno lo sarà solo il 2,75%, mentre le direttive ministeriali parlavano invece di un controllo annuale del 10% delle scuole e un percorso valutativo “completo” nell’arco di un triennio.

Una ricerca condotta dall’associazione TreeLLLe ha dimostrato che il problema sta nella mancanza di ispettori ministeriali: l’ organico sulla carta è di 191 profili, attualmente se ne contano 56 a tempo indeterminato più 68, a termine, con contratti triennali, per una spesa complessiva di 7 milioni di euro, bassissima se si pensa che il MIUR spende ogni anno circa 50 miliardi per l’intero settore istruzione.

Siamo indietro anche rispetto agli altri Paesi europei, ad esempio l’Inghilterra che conta 160 ispettori a tempo pieno, più 1.600 part-time, ed è dotata di un Ispettorato autonomo e indipendente; nei Paesi Bassi gli ispettori sono 480, nella Repubblica Ceca sono 275 ispettori, più 67 “auditors”. Tutti e tre questi Paesi investono nella valutazione, rispettivamente 44 milioni, 64 milioni, 12,2 milioni, con visite effettuate ogni 4/5 giorni e che interessano tutti professori, famiglie, studenti.

L’associazione TreeLLLe propone di costituire un Ispettorato, interno al ministero dell’Istruzione, che abbia l’obiettivo di assicurare la qualità di tutte le scuole, statali e non, composto da circa 400 ispettori, per una spesa di 50 milioni. Aumentare il numero degli ispettori è una richiesta anche dell’Invalsi.

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