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La valutazione e il valore del voto attribuito: il ruolo di docenti, genitori, alunni e dirigente scolastico. Scarica modello protocollo valutazione

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La valutazione, periodica e finale, relativa a ogni disciplina del curricolo è riportata in numeri, in lettere (per la primaria con quanto introdotto con la riforma) o con giudizio, sulla scheda di valutazione è consegnata alle famiglie alla fine del primo quadrimestre (pentamestre o trimestre) e alla fine dell’anno scolastico.

Griglia di valutazione misurazione docimologica delle prove oggettive o strutturate

La tabella di misurazione è concordata e approvata dai docenti in Collegio dei docenti, ai sensi del DPR 275/99 (va inserita nel PTOF), ed è dettata dall’esigenza di concordare criteri comuni e definire parametri di “accettabilità” delle prestazioni, cioè stabilire il criterio per cui la prestazione dell’alunno è ritenuta come “accettabile”, come minimo indispensabile per poter affermare che la prova è stata superata. I parametri, come prevede il protocollo dell’Istituto Comprensivo Statale “Adele Zara” di Oriago di Mira (Ve) diretto con magistrale competenza dal dirigente scolastico dott.ssa Angelina Zampi, potranno variare a seconda della difficoltà e/o specificità della prova purché concordati dai docenti negli incontri di classi parallele e specificati nelle prove di verifica.

I momenti della valutazione

L’espressione del voto in decimi, del giudizio e della misurazione della competenza è solo un momento aggiuntivo e finale di un processo rilevante per il lavoro del docente e da rendere chiaro e rintracciabile per gli alunni e le famiglie.

Le prove di verifica sono valutate secondo precisi parametri corrispondenti ai diversi livelli di giudizio.

Le prove orali e pratiche sono valutate secondo indicatori e descrittori di livelli di tipo qualitativo trasformati poi in valori percentuali secondo le tabelle che ciascuna scuola farebbe bene a definire.

Individualizzazione e personalizzazione

Nella scuola tutta, si riconoscono come prioritarie le necessità di individualizzazione e di personalizzazione, che ispirano i percorsi di apprendimento e, di conseguenza, anche la valutazione.

Modalità di comunicazione alle famiglie per la scuola primaria

Alcune scuole prevedono delle verifiche scritte, basate sugli indicatori della scheda di valutazione, che vengono inviate a casa per essere firmate dai genitori. Tali scuole, come il prestigioso Istituto Comprensivo Statale “Adele Zara” di Oriago di Mira (Ve), prevedono che le stesse sia poi riportate a scuola per essere archiviate. Tutte le altre verifiche potranno essere incollate sul quaderno e valutate con un giudizio.

Altre modalità di comunicazione alle famiglie sono:

  • Colloqui individuali
  • Convocazione scritta e/o straordinaria in caso di situazioni particolari.

Per la scuola secondaria di primo grado

  • Presa visione (su richiesta) delle prove di verifica;
  • Colloqui individuali (quadrimestrali);
  • Consegna del documento di valutazione;
  • Convocazione scritta e/o straordinaria in caso di situazioni particolari.

Valutazione diagnostica

Nei primi giorni di lezione, i docenti devono fare una valutazione iniziale degli alunni e della classe.

La valutazione iniziale, si legge nel documento elaborato dall’Istituto Comprensivo Statale “Adele Zara” di Oriago di Mira (Ve), viene rilevata principalmente tramite osservazioni sistematiche iniziali che includono anche delle prove d’ingresso.

Le prove d’ingresso sono mirate e funzionali, sia trasversali che per discipline o aree, in modo che i docenti possano stabilire la reale situazione della classe e dei singoli alunni nell’area cognitiva e in quella non cognitiva.

Le prove possono anche essere stabilite a livello di classi parallele e devono servire:

  • Ad accertare le conoscenze pregresse degli alunni;
  • Ad avere alcune prime indicazioni in merito agli alunni che presentano difficoltà di apprendimento e per i quali il gruppo docente valuta la necessità di attuare un Piano Didattico Personalizzato (PDP);
  • A dare indicazioni in merito alla predisposizione di una programmazione di classe rispondente al curricolo, ma anche ai bisogni della classe.

Le prove d’ingresso omogenee o condivise di istituto

Nelle prove d’ingresso, per l’aspetto cognitivo, sono analizzate le competenze possedute nelle singole discipline (possesso dei prerequisiti), ai vari e rispettivi livelli, e quelle più significative di dimensione trasversale alle discipline e precisamente:

  • La comprensione: comprendere i vari messaggi o concetti e analizzarli in modo completo utilizzando gli strumenti logicooperativi.
  • La comunicazione: comunicare i contenuti in modo organico, corretto e appropriato, utilizzando i vari linguaggi.

Aspetti socio-relazionali

Per gli aspetti socio/relazionali sono presi in considerazione:

  • il comportamento come capacità dell’alunno di rispettare le regole della vita scolastica, controllando il suo comportamento nelle attività individuali e collettive;
  • la collaborazione come capacità di porsi in relazione costruttiva con gli altri e con l’ambiente in modo proficuo e leale;
  • l’attenzione e la partecipazione come capacità di seguire con interesse e attenzione ogni tipo di attività didattica, intervenendo in modo ordinato e pertinente;
  • l’impegno come capacità di impegnarsi in modo costante e responsabile nelle varie attività e discipline, cercando di approfondire le conoscenze;
  • l’autonomia e il metodo di lavoro come capacità di organizzare il lavoro e svolgerlo in modo autonomo, curato ed efficace.

Gli alunni delle prime classi: l’accesso alla Primaria

Agli alunni di classe prima della Scuola Primaria sono somministrate prove di vario tipo adatte a verificare il possesso dei prerequisiti.

Agli alunni delle altre classi della scuola Primaria o anche Secondaria di I e II grado sono somministrate prove adatte a verificare le competenze principali delle discipline acquisite negli anni precedenti. Le prove d’ingresso non vanno consegnate a casa e devono essere conservate a scuola fino all’inizio dell’anno seguente. L’esito delle prove d’ingresso non deve essere considerato per esprimere il giudizio sulla scheda di valutazione quadrimestrale.

Valutazione diagnostica nella scuola secondaria di primo e secondo grado

I docenti della Commissione per la formazione delle classi prime, si legge nel documento elaborato dall’Istituto Comprensivo Statale “Adele Zara” di Oriago di Mira (Ve), raccolgono informazioni tramite colloquio diagnostico con i colleghi dei precedenti cicli, compilano schede di sintesi; analizzano i profili didattici e comportamentali degli alunni; tenendo conto del contesto familiare e scolastico, individuano i casi problematici perché già certificati o sollecitati alla certificazione e rilevano qualsiasi altra indicazione utile per il Consiglio di Classe.

I coordinatori di ogni classe hanno cura di informarsi sui nuovi inserimenti (alunni bocciati o provenienti da altra scuola).

Le prove omogenee o condivise di istituto

L’elaborazione di prove omogenee di Istituto –  come specifica il Protocollo elaborato dall’Istituto Comprensivo Statale “Adele Zara” di Oriago di Mira (Ve) – è definita dai dipartimenti disciplinari (ad esempio, ma non solo, quello di Lettere, Matematica e Lingua straniera) della scuola secondaria di primo e secondo grado che elaborano e condividono una serie di prove, volte ad accertare le competenze di base in ingresso, da somministrare nelle prime settimane di lezione; collaborano, altresì, all’osservazione sistematica del comportamento degli studenti.
I singoli docenti rilevano, rielaborano e interpretano i risultati delle prove d’ingresso, elaborando un profilo della classe in entrata.
I docenti elaborano la programmazione disciplinare tenendo conto del contesto classe, delle premesse e delle esigenze formative.

Il ruolo del Consiglio di Classe

Il C.d.C. delle prime, presieduto dal Coordinatore, potrebbe riunirsi con O.D.G.: “composizione delle classi” e condivide le informazioni sugli studenti”.

In relazione ai singoli casi e alle esigenze degli studenti, prendendo atto di diagnosi e relazioni depositate agli atti, elabora il P.D.P. e il P.E.I., verbalizza gli interventi per le situazioni di B.E.S.

Il C.d.C. di tutte le classi, presieduto dal Coordinatore, potrebbe, invece, con O.D.G.: “situazione iniziale della classe e dei singoli alunni; programmazione di inizio anno” (per P.D.P. e P.E.I.: settembre novembre e/o qualora se ne rilevi la necessità, a fronte di nuove certificazioni o aggiornamenti).

Cosa fanno gli studenti e le famiglie

Cosa fanno studenti e famiglie:

  • Gli studenti svolgono le prove d’ingresso e assistono alla correzione delle stesse, secondo le indicazioni degli insegnanti.
  • Le famiglie dialogano con la scuola e con gli insegnanti per condividere informazioni utili alla descrizione del profilo dello studente.
  • Le famiglie vengono tempestivamente informate del risultato delle prove d’ingresso (anche se non espresso con una valutazione numerica) e, a discrezione dell’insegnante, per i casi più problematici, vengono coinvolte nella proposta di attività domestiche di sostegno – recupero – potenziamento.
  • Partecipano, attraverso i loro rappresentanti, ad un primo C.d.C per la presentazione della situazione in entrata e della programmazione iniziale.
  • Condividono e sottoscrivono P.D.P. e P.E.I.

Il ruolo del Dirigente Scolastico

Il Dirigente calendarizza i C.d.C. per le classi prime e per tutte le classi.

Fissa le scadenze per la presentazione dei documenti: programmazione di inizio anno; P.D.P.; P.E.I.

Valutazione periodica e annuale

Periodicamente e ogni qualvolta lo ritiene necessario/opportuno, il docente somministra agli alunni delle prove di verifica che possono essere di vario tipo e servono a valutare i progressi dell’alunno/a in relazione alle conoscenze, alle abilità e alle competenze previste nel curricolo della classe o nel percorso predisposto per l’alunno/a. Le prove possono essere scritte, orali, pratiche. Le prove possono essere stabilite anche a livello di classi parallele d’Istituto. Gli esiti delle prove vanno comunicati ai genitori attraverso il libretto personale e/o attraverso la visione diretta della prova.

Alla fine del primo quadrimestre e dell’anno scolastico i docenti effettuano la valutazione globale del processo didattico-educativo sulla base dei progressi dell’alunno nell’apprendimento e nel suo sviluppo personale e sociale.

Le modalità con cui si realizza la conoscenza della situazione intermedia e finale sono:

  • l’osservazione dell’alunno;
  • l’accertamento dei livelli di padronanza delle conoscenze, abilità e competenze attraverso la somministrazione di prove di verifica.

I criteri di misurazione e di valutazione delle prove oggettive di verifica

I criteri di misurazione e di valutazione delle prove oggettive di verifica, intermedia e finale, si legge nel documento elaborato dall’Istituto Comprensivo Statale “Adele Zara” di Oriago di Mira (Ve), sono concordati all’interno del consiglio di classe e, per la Primaria, dell’équipe pedagogica. Attraverso incontri programmati (a conclusione del primo e del secondo quadrimestre) la scuola comunica i criteri di valutazione utilizzati alle famiglie. Tale valutazione viene effettuata attraverso l’attribuzione alle discipline di voti o valutazioni, espressi in decimi, lettere, giudizi e valori di competenza, e attraverso la formulazione di un giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall’alunno (art.3 L.169/08).

Valutazione periodica e annuale nella scuola secondaria di primo e secondo grado

I singoli dipartimenti disciplinari adottano gli strumenti, le modalità e i criteri di valutazione formulati.

Nel corso del quadrimestre, l’insegnante:

  • Effettua una “misurazione” attraverso prove scritte, orali, pratiche, modulate con finalità diverse
    Fissa le prove con adeguato anticipo, dandone comunicazione nel registro di classe;
  • Comunica tempestivamente alle famiglie l’esito di tutte le prove scritte, orali, pratiche della propria disciplina, anche tramite libretto personale, controllando la presa visione e/o colloqui con le famiglie;
  • Riporta la valutazione sul registro personale, quale annotazione utile alla formulazione di una proposta di voto in sede di scrutinio finale, a fronte delle diverse verifiche e per considerare il conseguimento dei risultati;
  • Può organizzare prove di recupero per tutta la classe o per gruppi di studenti;
  • Propone progetti, anche pomeridiani, di recupero/potenziamento, segnalando gli studenti che dovrebbero partecipare.

La proposta di valutazione periodica

In sede di scrutinio, formula una valutazione periodica (I quadrimestre), intermedia (pagellina a metà I quadrimestre) o finale (II quadrimestre) attraverso:

  • un’analisi del percorso dell’allievo, misurato nelle singole prove;
  • una considerazione del comportamento sociale, misurato secondo finalità e obiettivi di cittadinanza;
  • una riflessione sui traguardi di apprendimento raggiunti.

Il livello dell’apprendimento nella scuola secondaria

Il docente attribuisce all’apprendimento dello studente un “livello”, tenendo conto delle singole misurazioni, come dati oggettivi di partenza, ma anche di alcuni aspetti relativi allo sviluppo personale, relazionale e cognitivo raggiunto da ogni singolo allievo.

Ai dati oggettivi delle misurazioni, affianca i seguenti criteri: livello di partenza, atteggiamento nei confronti della disciplina, metodo di studio, costanza e produttività, collaborazione e partecipazione, consapevolezza e autonomia.

Esprime la valutazione secondo una scala in decimi.

Formula, per ogni disciplina, la valutazione complessiva del C.d.C., tenendo conto del giudizio proposto dal singolo docente curricolare, ma anche di altri.

Il Consiglio di Classe della scuola secondaria di primo grado

Il Consiglio di classe, si legge nel documento elaborato dall’Istituto Comprensivo Statale “Adele Zara” di Oriago di Mira (Ve):

  • fa suoi gli elementi utili a stendere il giudizio complessivo: livello di partenza; percorso di sviluppo; impegno e produttività; capacità di orientarsi in ambito disciplinare e acquisizione di un personale progetto curricolare; acquisizione di una positiva immagine di sé e autovalutazione.
  • Condivide il giudizio sul comportamento, che concorre alla formulazione del giudizio finale.
  • Esprime una valutazione complessiva, in forma numerica, su scala decimale.
  • Comunica alla famiglia, in forma scritta, situazioni di particolare gravità; segnala aree di particolare attenzione
    e consigli per il recupero.
  • Determina la promozione o la bocciatura, secondo i criteri illustrati nel presente protocollo e pubblicati nel PTOF dell’Istituto.
  • Certifica il giudizio finale nel documento di valutazione di ogni singolo allievo: stabilisce, con atto conclusivo della valutazione, il grado di abilità e di competenze raggiunte dallo studente alla fine dell’a.s. e/o del ciclo di studi.

E lo studente, invece?

Lo studente:

  • Svolge con puntualità e serietà le prove scritte, orali, pratiche, fissate dal docente;
  • Registra i risultati delle prove sul libretto, che ha cura di far visionare alla famiglia;
  • Su segnalazione dell’insegnante partecipa alle attività di recupero-potenziamento;
  • Anche su base volontaria svolge prove di recupero secondo la calendarizzazione proposta dal Docente.

Le famiglie

  • Controllano puntualmente le sezioni del libretto personale dedicate alla valutazione delle discipline e alle comunicazioni scuola-famiglia;
  • si preoccupano di informarsi nei colloqui periodici con gli insegnanti, soprattutto a fronte della convocazione per i casi più problematici, del percorso degli studenti nelle diverse discipline, anche in termini di sviluppo delle competenze;
  • si impegnano a garantire la frequenza e la puntualità degli studenti;
  • Sono coinvolte nel collaborare in attività di recupero.-potenziamento.

Il Dirigente scolastico

Il dirigente scolastico ha il compito di Convocare e presiedere i C.d.C. conclusivi del I o del II quadrimestre con all’O.D.G.: “scrutini”.

Il Protocollo per un Liceo

Di particolare spessore appare essere il “Protocollo operativo per la valutazione degli apprendimenti e la certificazione delle competenze degli studenti e delle studentesse” del Liceo Scientifico Plinio Seniore di Roma, diretto con magistrale competenza e professionalità, oltre che con competenza manageriale, dal dirigente scolastico prof.ssa Maria Raspaolo.

Protocollo Valutazione Liceo

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