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La valutazione alla Primaria, il Curricolo verticale di Educazione Civica e il PTOF: in allegato la nuova rubrica di valutazione

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Il decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41 aveva già previsto che, da quest’anno scolastico, la valutazione periodica e finale degli apprendimenti delle alunne e degli alunni delle classi della scuola primaria fosse espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel Documento di valutazione e riferito a differenti livelli di apprendimento.

La valutazione e l’O.M. 2158 del 4 dicembre 2020

La valutazione prevede, infatti, la realizzazione di rubriche di descrizione dei livelli di padronanza, non solo del comportamento ma anche di abilità e conoscenze degli argomenti trattati e competenze sviluppate e tiene conto delle novità introdotte dall’Ordinanza Ministeriale 2158 del 4 dicembre 2020, relativa alla “Valutazione scuola primaria – Trasmissione Ordinanza e Linee guida e indicazioni operative”.

L’educazione civica e le nuove linee operative

La necessità di un curricolo verticale di Educazione Civica è legata alla Legge 92 del 20 agosto 2019 (e al Decreto ministeriale attuativo n. 35 del 22-06-2020, Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge del 20 agosto 2019, n. 92 e Allegati) che istituisce l’insegnamento trasversale di Educazione civica nel primo e secondo ciclo di istruzione. Introdotta nella scuola italiana nel 1958 da Aldo Moro, questa disciplina ha una lunga storia, dai Programmi della scuola Media del 1979 e della scuola elementare del 1985, fino alle Indicazioni Nazionali del 2012. A livello internazionale i riferimenti sono la Raccomandazione del consiglio europeo del 22 maggio 2018 e l’Agenda ONU 2030 che ha posto l’attenzione sul tema della sostenibilità, trasversale a tutte le discipline. L’insegnamento di educazione civica richiede l’intervento della scuola nella formazione di una cultura della cittadinanza attiva, della partecipazione alla comunità, della responsabilità sociale e del rispetto della legalità.

Le discipline e l’educazione civica

Tutte le discipline, e in particolare quelle coinvolte nell’insegnamento frontale della materia (art. 2, comma 4 della Legge 92 del 20 agosto 2019), interagiscono per il perseguimento di questo obiettivo, in quanto tutti i saperi e tutte le attività partecipano alla finalità principale dell’istituzione scolastica che è la formazione della persona e del cittadino autonomo e responsabile, in grado di utilizzare le proprie risorse per il benessere della comunità, la salvaguardia del bene comune e il miglioramento degli ambienti di vita. Come previsto dall’art. 2 comma 6 della Legge 92 del 20 agosto 2019, l’insegnamento trasversale dell’educazione civica è oggetto delle valutazioni periodiche e finali previste dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62 e dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 2009, n. 122.

Gli ordini di scuola e i cambiamenti sulla valutazione

Per la scuola dell’Infanzia, la valutazione, da parte di tutti i docenti contitolari, prevede la realizzazione di rubriche di descrizione dei livelli di padronanza, non solo del comportamento ma anche di abilità e conoscenze degli argomenti trattati e competenze sviluppate.

Per la scuola primaria l’insegnamento della disciplina (per un monte orario totale di 33 ore annue) è affidato ai docenti del team. La valutazione risente degli effetti dell’O.M. n. 2158 del 4 dicembre 2020, ovvero dell’introduzione del giudizio. Nello specifico l’ordinanza compie alcune scelte di fondo. Rimangono invariate, così come previsto dall’articolo 2, commi 3, 5 e 7 del Dlgs 62/2017, le modalità per la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa. I giudizi descrittivi delle discipline sono elaborati e sintetizzati sulla base dei quattro livelli di apprendimento (In via di prima acquisizione – Base – Intermedio – Avanzato) e dei relativi descrittori, in analogia con i livelli e i descrittori adottati per la Certificazione delle competenze, e sono da correlare agli obiettivi delle Indicazioni Nazionali, come declinati nel curricolo di istituto e nella progettazione annuale della singola classe per la costituzione, ai fini della necessaria omogeneità e trasparenza, di uno standard di riferimento che le istituzioni scolastiche possono comunque implementare. È anche proposto dalle Linee guida, attraverso l’esempio A/1, un modello base di Documento di valutazione.
In ottemperanza a quanto previsto dal decreto legislativo n. 62/2017, ogni Istituzione Scolastica, nell’esercizio della propria autonomia, potrà peraltro elaborarlo e arricchirlo, tenendo conto delle modalità di lavoro e della cultura professionale della scuola, avendo però sempre come riferimento l’efficacia e la trasparenza comunicativa nei confronti di alunni e genitori. A questo proposito, gli esempi A/2 e A/3 riportano, a mero titolo esemplificativo, due possibili variazioni, che raccolgono le esperienze di alcune istituzioni scolastiche che già hanno lavorato sui giudizi descrittivi quali accompagnamento del previgente voto numerico.

L’applicazione dell’O.M. nella prima fase

In questa prima fase di applicazione della normativa, con riferimento alle valutazioni periodiche per l’anno scolastico 2020/21, anche in ragione del fatto che la modifica interviene a ridosso delle scadenze previste, le Istituzioni Scolastiche possono correlare i livelli di apprendimento direttamente alle discipline e gli insegnanti operare la determinazione del livello anche in coerenza con le valutazioni in itinere già effettuate, da commisurare comunque rispetto ai descrittori. Non è peraltro particolarmente complesso trasporre le valutazioni in itinere (in gran parte effettuate attraverso un voto numerico) nei livelli (a mero titolo esemplificativo, 9/10: avanzato; 7/8: intermedio, etc), ma è opportuno sottolineare l’esigenza di sfuggire da semplicistici automatismi e rapportare le valutazioni in itinere e il complesso dei traguardi raggiunti dagli alunni ai descrittori.
Vanno comunque, per la valutazione finale del corrente anno scolastico, individuate le modalità più opportune per associare gli obiettivi oggetto di valutazione ai quattro livelli di apprendimento indicati dall’ordinanza, tenendo conto della progettazione di classe, eventualmente integrata dal PIA (Piano di integrazione degli apprendimenti), se è stata prevista una riprogettazione disciplinare con obiettivi di apprendimento non affrontati lo scorso anno scolastico.

La valutazione nelle Scuole Secondarie di I e di II grado 

Per la scuola secondaria di primo grado, l’insegnamento della disciplina (per un monte orario totale di 33 ore annue) è affidato ai docenti di Italiano, Storia, Geografia, Arte, Scienze, Scienze Motorie, Tecnologia, Musica.

Per la scuola secondaria di secondo grado, l’insegnamento della disciplina (per un monte orario totale di 33 ore annue) è affidato ai docenti delle discipline caratterizzanti il corso di studio.

Valutazione della disciplina

La valutazione periodica e finale dell’insegnamento di Educazione civica, espressa ai sensi della normativa vigente nei percorsi della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado (art.2 comma 1 e art. 3 delle Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica) e della citata Ordinanza Ministeriale 2158 del 05.12.2020, seguirà i criteri di valutazione che hanno specifici indicatori riferiti all’insegnamento dell’educazione civica, al fine dell’attribuzione della valutazione di cui all’art. 2, comma 6 della Legge n.02 del 20 agosto 2019. Ogni consiglio di classe/team pedagogico, tra i docenti contitolari dell’insegnamento di Educazione civica, nomina un coordinatore (art. 2, comma 5 della Legge 92 del 20 agosto 2019) che formula la proposta di voto espresso in decimi, acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica.

La valutazione del comportamento

Il combinato disposto dell’articolo 2, comma 5 e dell’articolo 1, comma 3 del D. Lgs. 62/2017, relativamente al primo ciclo di istruzione, prevede che la valutazione del comportamento “si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il Patto educativo di corresponsabilità e i Regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche, ne costituiscono i riferimenti essenziali”. Pertanto, in sede di valutazione del comportamento dell’alunno da parte del Consiglio di classe, si può tener conto anche delle competenze conseguite nell’ambito del nuovo insegnamento di educazione civica, così come introdotto dalla Legge, tanto nel primo quanto nel secondo ciclo di istruzione, per il quale il D. Lgs. n. 62/2017 nulla ha aggiunto a quanto già previsto dal D.P.R. n. 122/2009.
Il voto di educazione civica concorre all’ammissione alla classe successiva e/o all’esame di Stato del primo ciclo di istruzione.

Il curriculo e la rubrica di valutazione ai sensi dell’O.M. 2158

Il curricolo verticale e la rubrica di valutazione presentati da un lato rimangono fedeli alle tematiche stabilite dalla Legge 92 del 20 agosto 2019, sia nelle attività curricolari che negli arricchimenti extracurricolari presenti nel PTOF sia agli effetti dell’O.M. n. 2158 del 4 dicembre 2020. Già alcune scuole avevano lavorato in tal senso. L’Istituto Comprensivo Renato Guttuso di Carini (Pa), ad esempio, con un’ottima performance organizzativo non solo del dirigente scolastico la professoressa Valeria La Paglia, ma anche del responsabile di istituto per l’Educazione Civica, la professoressa Angela Giancana; ma anche l’Istituto Comprensivo Statale Frosinone 3 di Frosinone diretto dal Dirigente Scolastica la prof.ssa Monica Fontana. Compito, adesso, di tutti gli istituti è quello, visti i tempi ristretti, elaborare la delibera collegiale dei criteri di valutazione, così come previsto dall’articolo 4, comma 4 del DPR 275/99. A tal riguardo le Istituzioni Scolastiche, stante l’aggiornamento del Piano Triennale dell’Offerta Formativa entro la data di inizio delle iscrizioni, possono aggiornare la sezione relativa alla valutazione entro la data prevista per la chiusura delle stesse (25 gennaio). Si tratta, comunque, di una elaborazione in fieri, chiamata ad aggiornarsi e a meglio definirsi sulla base delle esperienze condotte. Ogni documento è, innanzitutto, uno strumento volto a raggiungere la missione educativa delle istituzioni scolastiche, e non rappresenta una finalità: e ciò è particolarmente vero per quanto riguarda la valutazione, strumentale agli apprendimenti, e non viceversa.

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