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La Twitter letteratura: la didattica che non conoscevi

TW è l’abbreviazione di Twitter: il metodo TWLetteratura propone dunque la lettura, la rielaborazione in “tweet” e la divulgazione online di opere della letteratura, delle arti e della cultura.

L’operazione appena descritta si chiama, in gergo digitale, “social reading”, e ha una base partecipativa di creazione della conoscenza: ciò significa che tutti possono dare il loro apporto nel creare nuova cultura, partendo dalla base comune della letteratura esistente e avvantaggiandosi poi dei nuovi metodi di comunicazione per promuovere il proprio operato.

Come funziona

La comunità sceglie un libro, lo legge e lo commenta, in base a un calendario condiviso, ‘riscrivendolo’ poi su un’app creata ad hoc per il social reading.

Ciascun utente propone la propria interpretazione in forma di tweet: la riscrittura può essere fatta di parafrasi, variazioni, commenti, libere interpretazioni, nonché essere associata a media diversi da quello originale (video, canzoni, disegni).

Il TWLetteratura è una pratica pubblicata sotto licenza Creative Commons: essa nasce recentemente (nel 2012), e in meno di 10 anni dai primi passi ha visto crescere una comunità di migliaia di appassionati e di ‘ri-scrittori’ regolari.

Creative Commons

Si tratta di una tipologia di licenze d’uso che, attraverso sei diverse articolazioni nate dalla combinazione di quattro clausole base (Attribuzione, Non opere derivate, Non commerciale, Condividi allo stesso modo), permettono al detentore del diritto d’autore di regolamentare gli usi dell’opera secondo un modello più elastico, garantendone il libero utilizzo per particolari scopi e secondo determinate condizioni.

Tali licenze sono uno strumento molto diffuso nel mondo di Internet, e consentono una più libera condivisione dei contenuti creativi e l’affermazione di un modello di gestione dei diritti d’autore ispirato al concetto di “alcuni diritti riservati” (in contrapposizione con il modello classico di “tutti i diritti riservati” – ovvero il © – che è diametralmente opposto a quello di “pubblico dominio”).

Diffusione nella scuola

Benché applicato prevalentemente al contesto letterario, il metodo TWLetteratura si può estendere anche ad altri ambiti, come ad esempio l’analisi iconografica, l’ascolto di un’opera musicale, la lettura di un film e, più in generale, la decodifica dei prodotti culturali, anche turistici.

L’espansione di TWLetteratura ha raggiunto però anche la sfera dell’istruzione pubblica, poiché tale approccio è stato adottato in diversi istituti scolastici, e continua ad essere opzionato tra le varie metodologie.

Dal 2012 a oggi, infatti, TWLetteratura è stato sperimentato in più di 250 scuole in Italia: attraverso workshop in classe e progetti online, almeno 14.000 studenti delle scuole primarie e delle scuole secondarie di primo e secondo grado hanno letto e interpretato testi letterari con i loro insegnanti.

Obiettivi didattici

Secondo il sito di TWletteratura, la metodologia permette di perseguire alcuni obiettivi in chiave didattica (essa si pone non in sostituzione, ma a supporto di approcci più tradizionali):

  • educare alla pratica della lettura e stimolare l’amore per i libri, le opere d’arte e la cultura;
  • insegnare le regole della scrittura sintetica;
  • sperimentare processi intellettuali di tipo collaborativo
  • educare all’uso consapevole delle nuove tecnologie e delle reti sociali online.

Il quadro di riferimento

Non a caso, il metodo TwLetteratura è uno degli strumenti di educazione civica digitale inserito dal MIUR nel progetto “Generazioni Connesse – Safer Internet Centre”.

Inoltre, è stato riconosciuto dalla Commissione Europea come una delle 15 buone pratiche per la promozione della lettura in ambito digitale.

Un consiglio pratico

Per gli alunni delle scuole elementari o delle medie – dunque per tutti gli studenti minori di 13 anni – è tuttavia consigliabile un approccio mediato dal docente.

Ciò significa che, per costoro, il lavoro consiste principalmente nel leggere e commentare i testi oggetto del “gioco digitale” su un modulo di carta con griglie di 140 caratteri, a scuola e/o a casa.

Sarà poi il docente – insieme agli alunni, in ottica partecipativa– a inserire i vari tweet online.

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