La trasversalità dell’Educazione civica si presta alla promozione di competenze. Lettera

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Inviata da Daniela Cigni Prof.ssa di lettere istituto secondaria superiore – La scuola non si ferma mai ! Il lavoro quotidiano delle classi , la dad, la did , la lezione mista mi hanno reso consapevole di un inevitabile riorientamento verso lo sviluppo delle competenze. La Lezione frontale non risponde più, soprattutto in questo momento, alla promozione socioculturale e alla formazione dei miei alunni .

Allora mi sono riproposta di mettere in atto una didattica più operativa atta a rendere i miei allievi autonomi e a stimolare la loro creatività. Ho perciò strutturato percorsi tenendo conto dell’ indirizzo della scuola in cui lavoro e dell’articolo 1 del decreto ministeriale n. 139 del 22 agosto 2007: «La motivazione, la curiosità, l’attitudine alla collaborazione sono gli aspetti comportamentali che integrano le conoscenze, valorizzano gli stili cognitivi individuali per la piena realizzazione della persona, facilitano la possibilità di conoscere le proprie attitudini e potenzialità anche in funzione orientativa. A riguardo, possono offrire contributi molto importanti – con riferimento a tutti gli assi culturali – metodologie didattiche capaci di valorizzare l’attività di laboratorio e l’apprendimento centrato sull’esperienza».

Ho deciso di sfruttare al proposito L’ Educazione civica e cittadinanza che, in quanto insegnamento trasversale , mi ha permesso di promuovere e sviluppare negli allievi non solo competenze di analisi, produzione e riflessione, ma anche di cooperative learning attraverso il dialogo educativo trasversale. Ho realizzato una serie di unità didattiche relative alla tutela del paesaggio , alla sicurezza sul lavoro fino alla cittadinanza digitale. Nucleo centrale è spesso stata la comunicazione reale , virtuale e digitale.

Il lavoro ha previsto l’ uso di internet come fonte di notizie e anche come “ palestra” per individuare e imparare a scegliere le fonti più attendibili e significative . Gli allievi sono stati stimolati ad effettuare ricerche incrociate e multiple che li hanno messi di fronte ad una lettura contrastiva delle fonti spesso autoreferenziali. Il lavoro in gruppo inoltre è stato promosso al fine di favorire l’ integrazione , l’ inclusione, ma soprattutto il confronto.

Il percorso metodologico quindi si è basato su modelli didattici di cooperazione, conoscenza e condivisione ed è stato svolto pressoché usando software didattici. Dopo la raccolta dati si è proceduto sempre ad un’ esposizione e confronto.

Il lavoro è stato poi rielaborato e gli allievi hanno realizzato prodotti multimediali condivisi attraverso presentazioni fruibili sulla lim o sui vari device durante incontri in did o in dad . Concludo dicendo che questo tipo di attività ha rotto un po’ gli schemi di una scuola intesa come luogo dove si tramettono informazioni , trasformando la classe in un laboratorio operativo certo più motivante sia per me che per gli allievi.

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