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Mobilità docenti, preferenza sintetica e analitica. Conoscere la differenza per capire perché non si è ottenuto il trasferimento

Conoscere la terminologia specifica riguardante la mobilità è indispensabile per i docenti, onde evitare di commettere errori  o subire ingiustizie. Sono tanti i termini da conoscere, analizziamone alcuni

Un lettore ci scrive:

Ho letto l’articolo al link seguente

https://www.orizzontescuola.it/un-docente-trasferito-nel-2019-20-poteva-chiedere-trasferimento-per-il-2020-21-quando-scatta-il-vincolo-triennale/
Nell’articolo si fa riferimento a termini tipo:

Preferenza sintetica

Preferenza analitica

Comune di titolarità

Mi potete dire cosa significano, o in alternativa dove vengono illustrati?

Comprendere la terminologia specifica inerente la mobilità è di estrema importanza per i docenti interessati anche per poter capire meglio la normativa e rendersi conto di eventuali errori commessi che hanno avuto o possono avere un effetto per loro penalizzante

Il nostro lettore ci chiede il significato di alcuni termini e riteniamo doveroso e utile fornire dettagliata risposta

Preferenze e mobilità

Le preferenze sono le sedi che il docente può chiedere nella domanda di mobilità, sia definitiva che annuale.

Nei moduli domanda, distinti per ogni tipologia di movimento, è inserita la sezione specifica dove indicare le preferenze territoriali, ciascuna delle quali è identificata da specifico codice meccanografico e dizione in chiaro.

Le preferenze esprimibili sono di due tipologie, analitiche e sintetiche

Preferenza analitica

La preferenza analitica rappresenta una  richiesta ben precisa e specifica fatta dal docente nella domanda. Con la preferenza analitica, infatti, si chiede una specifica scuola o istituzione scolastica autonoma

Preferenza sintetica

La preferenza sintetica rappresenta una  richiesta più generica e meno dettagliata fatta dal docente nella domanda. Con la preferenza sintetica, infatti, si chiede un’area territoriale più vasta, che può essere un comune, un distretto o una provincia, con tutte le scuole in essa presenti.

Con la preferenza sintetica il docente chiede, quindi, indistintamente tutte le scuole ubicate nell’area territoriale richiesta, senza esprimere tra esse un ordine di priorità. Con una preferenza sintetica, quindi, possono essere chieste contemporaneamente tante scuole, senza poter indicare, però, la preferita. La scuola preferita può essere indicata solo in modo specifico con la preferenza analitica.

Comune di titolarità

Il docente immesso in ruolo o trasferito ha una scuola assegnata nella quale risulta titolare.

La titolarità in una scuola garantisce al docente la permanenza nel tempo  in tale scuola, con inserimento nella graduatoria interna di istituto, e la possibilità di maturare continuità con relativo punteggio.

La titolarità può cambiare solo in seguito a mobilità volontaria, quindi per scelta del docente, o in seguito a mobilità condizionata o d’ufficio, se il docente diventa soprannumerario, perde la titolarità nella scuola e deve essere trasferito in altra sede.

La scuola di titolarità è ubicata in un comune e questo rappresenta per il docente il comune di titolarità

 

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