La Comunicazione efficace ed empatica attraverso il rimodellamento dei gesti

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di Massimo Sidoti, Presidente ANPE Associazione Nazionale Pedagogisti Italiani Regione Sicilia – La pedagogia cognitiva è una branca della pedagogia che ha come obiettivo lo studio dei processi mediante i quali le informazioni vengono acquisite dal sistema cognitivo, trasformate, elaborate, archiviate e recuperate.

La percezione, l’apprendimento, la risoluzione dei problemi, la memoria, l’ attenzione, il linguaggio e le emozioni sono processi mentali studiati dalla pedagogia cognitiva. Essa studia il funzionamento della mente come elemento intermedio tra il comportamento e l’attività cerebrale prettamente neurofisiologica . Il funzionamento della mente è assimilato.

Il comportamento è il modo di agire e reagire di un oggetto o un organismo messo in relazione con altri oggetti, organismi, o semplicemente con l’ ambiente, che è l’esternazione di un atteggiamento, il quale si basa su una idea o una convinzione che può essere anche un pregiudizio. Il comportamento può essere conscio o inconscio e volontario o involontario. La complessità del comportamento di un organismo è legato alla complessità del suo sistema nervoso. Nell’Approccio Centrato sulla Persona basato sul modello formativo ideato da Thomas Gordon, (allievo di Carl Rogers), e sviluppato e poi diffuso in tutto il mondo dalla Gordon Training International. Si prefiggevano di sviluppare o migliorare la sensibilità e le competenze interpersonali e le abilità comunicative.

Principali obiettivi dei percorsi proposti dalla Gordon Training International sono:

  • Imparare a leggere il comportamento
  • Riconoscere situazioni problematiche e capire “di chi è il problema”
  • Apprendere l’ascolto empatico
  • Utilizzare in modo efficace il confronto e l’assertività
  • Imparare ad usare un metodo democratico di “Problem Solving”
  • Imparare a promuovere la consapevolezza dei valori

Nell’Approccio Centrato sulla Persona il modello formativo ideato da Massimo Sidoti si basa attraverso il rimodellamento dei gesti. Non la semplice staticità dei gesti, ma la dinamicità della mente rapportata al gesto. Pertanto, una comunicazione cognitiva con gesti in continuo movimento che si rimodellano specularmente all’altro.

La comunicazione corporea attraverso i gesti e la mimica facciale e posturale del corpo costituisce il 90% di un interessante conversazione. Essa è la forma più potente di comunicazione tra gli uomini.

Saper decifrare la comunicazione empatica del corpo permette per così dire di “decodificare” la mente degli altri.

Ad esempio osservando l’altro, potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellando il vostro in maniera speculare, per scoprire quando qualcuno/a è attratto/a da voi o creare un interesse romantico in qualcuno/a che desiderate. Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato, per rendervi conto se gli altri stanno mentendo o dicendo la verità.
Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato per comunicare un senso di sicurezza e ispirare rispetto in ogni situazione.

Potete usare la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato per mettere le persone a loro agio, farvi degli amici rapidamente, persuadere, influenzare o vendere di più.

Conoscere la comunicazione cognitiva del corpo rimodellato, ci insegna anche ad interagire con persone di altre culture di altre parti del mondo pur non conoscendo la loro lingua.

L’uomo tende a sviluppare capacità comunicative attraverso messaggi verbali positivi ed empatici, ma non si rende conto del fatto che la sua comunicazione con gli altri è fortemente compromessa da tutta una serie di messaggi non verbali negativi che invia agli altri inconsapevolmente.

Conoscere esattamente quali posture, gesti, e movimenti creano comunicazione cognitiva, vi permettono di comprendere i disagi dell’altro, capire che l’altro ha un problema e trasmettere invece dei messaggi non verbali positivi, divenendo persone efficaci.

Tutti noi usiamo la comunicazione cognitiva del corpo, spesso inconsciamente attraverso una serie di algoritmi dei gesti. Lo percepiamo negli altri e vi reagiamo ma spesso non riusciamo a comprendere il vero significato dei gesti e non teniamo in considerazione quanto ci possa servire a raggiungere i nostri obiettivi, in campo personale, affettivo e professionale.

Il 70% dell’impressione che suscitiamo sugli altri viene dalla nostra comunicazione corporea!
Quindi, perchè fermarsi solamente alla comunicazione empatica ed efficace verbale.

Il nostro corpo può emettere 10.000 messaggi al minuto interagendo con un altra persona. Inviamo segnali non verbali come lo sguardo, la postura, il livello di energia e l’attitudine, per fare un’impressione positiva sugli altri.

Il minimo gesto, per esempio come stiamo in piedi o entriamo in una stanza, può rivelare moltissimo sul nostro livello di sicurezza in noi stessi, autostima e credibilità.
Alcuni dei segnali del corpo più efficaci per conquistare attenzione, rispetto e fiducia sono:
Stabilire un contatto visivo appropriato. stabilire una corretta postura del corpo.
Emanare segnali positivi attraverso il sorriso o segnali negativi attraverso l’annuire.

Assumere una postura adeguata in base agli algoritmi dei gesti dell’altro.
Il rimodellamento – consiste in pratica nell’imitare i movimenti degli altri, permettendovi di armonizzarvi con i gesti dell’altro senza che se ne rendano conto.
Saper acquisire il metodo del rimodellamento vi permette di trovare le modalità di movimento all’interno di una stanza piena di gente per produrre su di loro il massimo impatto.

Vi da la capacità di recepire i diversi segnali del corpo, ad esempio un leggero innalzamento del ciglio (destro o sinistro) segnale di accettazione, compiacimento, stupore.

Il metodo del rimodellamento permette al corpo di non essere più statico all’ascolto, ma dinamico e più efficace nella decodifica dei gesti e permette di stabilire un feedback più efficace e pi rapido.

La rapidità del feedback innesca altre modalità di comunicazione che permettono l’interlocutore di rimanere in sintonia.

Pertanto, si riducono le distanze tra un corpo e l’altro (non più i 50cm) e si acquista la capacità di dare una prospettiva speculare di se all’altro.

Ciò vi permette di dare la possibilità di guidare via via il corpo dell’altro ad una maggiore apertura, ed aiutarlo ad una maggiore comprensione di se.

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