La storia (infinita) del nostra TFA sostegno. Lettera

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Inviato da Anna Silvestro – Chi scrive è una IDONEA del IV Ciclo TFA Sostegno per le scuole superiori di secondo grado: una persona che nel 2019 ha investito tempo, soldi ed energie per superare un concorso impegnativo e difficile al fine di accedere ad un percorso formativo dedicata a chi sceglie di diventare insegnante di sostegno, con tutte le difficoltà che il percorso presenta.

Superare con successo tutte le difficili prove concorsuali non è purtroppo bastato per poter accedere al IV Corso e questo soprattutto, come confermato dalla sentenza del TAR, perché i posti messi al bando dalle Università erano assolutamente insufficienti per coprire il reale fabbisogno di docenti specializzati.

Pazienza, ho pensato: ne riparliamo l’anno prossimo.

Congelata questa opportunità per il 2019, ecco che nei primi mesi del 2020 si concretizza la possibilità per noi idonei di iniziare il percorso formativo in anticipo rispetto ai futuri specializzandi V ciclo. L’Università erogatrice, a fine febbraio, con poco più di una decina di giorni di preavviso, pubblica i calendari: lezioni tutti i pomeriggi, con obbligo di frequenza.

Impegno che per me, ma per la quasi totalità degli altri idonei, risulta ovviamente incompatibile con i preesistenti impegni lavorativi. La prospettiva di conseguire un titolo sicuramente spendibile in termini di occupazione e la volontà di dedicarsi totalmente in termini di impegno ed energie a questo percorso formativo ha inciso sulla mia scelta di lasciare un impiego a tempo indeterminato, assumendo sulle spalle mie e della mia famiglia un ulteriore gravame economico, oltre al costo (non irrisorio) del percorso specializzante stesso.

Sono più che certa che scelte simili siano state effettuate anche dalla maggioranza degli altri specializzandi.

Pazienza, ho pensato: tutti i miei sacrifici saranno presto ricompensati.

Ed invece i corsi previsti a marzo, causa emergenza Covid, non iniziano più. Inizia una lunga ed estenuante trattativa per ottenere l’erogazione degli insegnamenti in DAD, alla fine ottenuti solo grazie al grande lavoro svolto dal GISS.

Dal 16 marzo, l’inizio dei corsi slitta a fine giugno e le lezioni proseguono, con ritmi serratissimi, per tutto luglio e tutto settembre. Tutti i pomeriggi impegnati a seguire, le mattinate dedicate a studiare per affrontare con serenità le prove finali previste. Tantissime ore sottratte con sacrificio alla famiglia, agli affetti, alla propria vita.

Piccola parentesi: nel frattempo si erano riaperte le graduatorie Provinciali, alle quali, illusoriamente, avevamo pensato di poterci iscrivere con riserva in prima fascia per il sostegno (come in analogia concesso ai laureandi SFP). Ed invece no, pur avendo quasi terminato gli insegnamenti teorici ed essendo quindi forniti di un bagaglio culturale specifico ed approfondito per il sostegno, non veniamo assolutamente presi in considerazione. Ancora una volta meglio affidare un alunno con disabilità a chi non ha la minima idea (e purtroppo, spesso, neanche la voglia) di come permettergli di esprimere al massimo le sue potenzialità.

Pazienza, ho pensato: ci specializzeremo entro il primo Luglio 2021 (le tempistiche, da decreto, ci stanno ampiamente dentro) e per l’inserimento in prima fascia sostegno ne riparliamo l’anno prossimo.

FORSE.

Perché, terminati tutti gli insegnamenti, avremmo dovuto iniziare tirocinio a scuola e laboratori. Questi ultimi erano anche stati calendarizzati (tassativamente in presenza, come previsto dal decreto ovviamente antecedente all’emergenza sanitaria).

Tutti noi abbiamo quindi organizzato e riorganizzato i nostri impegni e le nostre giornate in base a quei calendari.

Peccato che soltanto nella serata del venerdì antecedente l’inizio dei laboratori, è stato emesso dall’Università un comunicato in cui tutte le attività laboratoriali erano sospese, senza alcuna indicazione riguardante tempi e/o le modalità di ripresa. Ad oggi siamo bloccati in tutto: dal tirocinio diretto a scuola che non è, sempre da decreto, autorizzato a svolgersi in DAD (mentre invece la maggior parte delle scuole, specialmente le superiori di secondo grado, operano soprattutto in tale modalità); ai laboratori, riguardo ai quali non si sa nulla, nonostante le nostre numerose e continue richieste di informazioni. Sospese anche l’erogazione delle TIC, che comunque erano previste in DAD.

Si vocifera di uno slittamento del termine di specializzazione da luglio 2021 a fine dicembre 2021. Non voglio neanche immaginare per noi idonei del IV corso, imbrigliati in questa avventura dal 2019, quale enorme danno potrebbe arrecare il verificarsi di una simile eventualità. Per non parlare del fatto che salterebbe la possibilità di inserirsi in coda alla prima fascia di sostegno e con essa la possibilità di lavorare nel prossimo anno scolastico.

Per il resto…tutto tace. Nessuno risponde alle nostre domande, alle nostre richieste di informazioni, e quelle rare volte in cui ci è data una risposta, è sempre una risposta evasiva. Siamo in una situazione ‘congelata’, non proseguiamo nel percorso, non possiamo sfruttare l’anno accademico per prendere altre certificazioni o master, non possiamo prendere impegni lavorativi perché non sappiamo se, quando ed in che modalità il percorso riprenderà.

È come se per il sistema scolastico noi non esistessimo.

Beh, stavolta non ci sto, non riesco a dire: Pazienza, se ne parla (forse) l’anno prossimo.

Stavolta pretendo una risoluzione mirata, concreta ed immediata, che permetta a tutti noi idonei del IV Ciclo, di concludere, entro i termini utili anche per l’inserimento in coda alla prima fascia per il sostegno, il percorso formativo iniziato, in modo da poter essere pronti ed operativi entro l’inizio del prossimo anno scolastico. Soltanto così i nostri immensi sacrifici non saranno stati vani ed il nostro ruolo sarà veramente riconosciuto.

Fateci diventare insegnanti di sostegno. Ne beneficeremo tutti: noi, gli alunni, la scuola, la società.

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