La storia di Oliver Bearman, pilota 18enne della Ferrari: sabato corre in pista, lunedì a scuola

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Dall’ebbrezza della pista di Jeddah al rigore del banco di scuola: è il singolare ritorno alla normalità per Oliver Bearman, il giovane pilota britannico che ha fatto sognare l’Italia sostituendo Carlos Sainz al volante della Ferrari.

Un’esperienza inaspettata, culminata con il primo punto in Formula 1 e il premio di “pilota del giorno”, che non ha però distolto Bearman dai suoi impegni scolastici. Il 18enne inglese, infatti, frequenta ancora la King Edward VI Grammar School di Chelmsford, e, dopo il weekend di gloria in Arabia Saudita, è tornato tra i banchi di scuola.

Un dualismo, quello tra pista e studio, che Bearman vive con dedizione e consapevolezza. “È successo tutto alla svelta, è stato come andare all’università due anni prima del previsto”, ha raccontato il giovane talento, che ha dovuto convincere la madre, “molto pro scuola e pro istruzione”, a lasciarlo trasferire a Maranello per entrare a far parte della Ferrari Academy.

La vita da pilota di Formula 1, con i suoi viaggi, le gare e l’adrenalina, è agli antipodi di quella di un normale studente 17enne. I suoi coetanei guidano al massimo auto di piccola cilindrata, mentre Bearman si ritrova a domare una monoposto da 1600 cavalli. Un paradosso che, però, non impedisce al giovane britannico di mantenere i piedi per terra e di coltivare la sua istruzione.

La scuola, per Bearman, rappresenta un punto di riferimento importante, un porto sicuro in cui rifugiarsi dopo le intense emozioni del weekend di gara. Un luogo dove ritrovare i suoi amici, confrontarsi con le loro esperienze e ricaricare le batterie per affrontare nuove sfide. Un messaggio importante per tutti i giovani che sognano di inseguire i propri sogni, senza mai perdere di vista l’importanza dell’istruzione.

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