Argomenti Archivio 2011

Tutti gli argomenti

La società liquida

Di Lalla
Stampa

Luciano Verdone* – La nostra è stata definita “società liquida”. Siamo immersi dentro scenari – cosmici, politici, culturali – in continua trasformazione. Ed esiste, ormai, a livello planetario, un’interdipendenza immediata in cui tutto condiziona tutto. Globalizzazione e tecnologia hanno realizzato, nel sociale, la legge fisica dei vasi comunicanti. Ne deriva che mutevolezza e precarietà sono il carattere fondamentale della nostra dimensione. Siamo entrati da oltre vent’anni nell’epoca dei Grandi Rischi.

Luciano Verdone* – La nostra è stata definita “società liquida”. Siamo immersi dentro scenari – cosmici, politici, culturali – in continua trasformazione. Ed esiste, ormai, a livello planetario, un’interdipendenza immediata in cui tutto condiziona tutto. Globalizzazione e tecnologia hanno realizzato, nel sociale, la legge fisica dei vasi comunicanti. Ne deriva che mutevolezza e precarietà sono il carattere fondamentale della nostra dimensione. Siamo entrati da oltre vent’anni nell’epoca dei Grandi Rischi.

Innanzitutto, disordini geologici e climatici. Scioglimento di ghiacciai, eruzioni vulcaniche, terremoti di altissima magnitudine con conseguenti maremoti e guasti di centrali nucleari ritenute sicurissime … “Sembra che le forze profonde della natura si siano tutte insieme risvegliate – scrive Eugenio Scalfari – e stiano mandando all’aria equilibri raggiunti da secoli e da millenni”.

Poi, sconvolgimenti politici ed economici. Basterebbero tre date emblematiche: il 2001, l’attentato alle torri gemelle e l’inizio del tramonto del colosso americano; il 2008, la grande crisi economica che ha fatto varcare il proscenio della storia a nazioni dell’Asia e del terzo mondo, fino a ieri considerate in coda alla carovana dei popoli; ed, infine, il 2011, l’esplosione politica del Nord-Africa nella quale giovani, uomini e donne, tutt’altro che ignoranti o fanatici, reclamano pane e libertà, minacciando un’esondazione demografica verso l’Europa. Uno tsunami anche questo.

Ma il vero tsunami è di natura spirituale: la mancanza di certezze assolute, il senso di solitudine in cui vive l’uomo d’oggi. Sembriamo astronauti solitari in un universo divenuto ostile. Navigatori sballottati dalle onde, sommersi da una cultura senza fondamenti, persi nell’immediato. «Siamo arrivati al paradosso; – afferma Franco Ferrarotti – siamo tecnicamente progrediti e nello stesso tempo umanamente privi di significato, umanamente irrilevanti». Concetto, questo, ribadito da Benedetto XVI: “Il rischio per le sorti della famiglia umana è costituito dallo squilibrio tra la crescita tanto rapida del nostro potere tecnico e quella ben più faticosa delle nostre risorse morali”.

Il Papa ha paragonato la nostra epoca alla fine dell’Impero romano: “Un mondo stava tramontando, non si vedeva alcuna forza che potesse mettere freno a tale declino”. Nel 410, mentre Roma veniva conquistata dai Visigoti di Alarico, a San Girolamo che annotava, piangendo, che si era spento l’astro della civiltà, Agostino replicò che non si trattava di una fine ma di un inizio. “Questa non è la fine del mondo, – egli scrisse – ma la fine di un mondo”.

nche oggi ci chiediamo: Come sarà il futuro? Riusciremo a salvare dalla marea montante del nulla i valori basilari dell’Occidente classico-cristiano: la razionalità e l’atteggiamento di ricerca, la centralità della famiglia e della vita sociale, il culto dell’arte e della bellezza, il valore assoluto dell’uomo, l’ineludibilità del fondamento religioso? …

Dobbiamo imparare a coniugare il vecchio ed il nuovo. Mai come oggi, è necessario apprendere la difficile arte della flessibilità e della valorizzazione. Fra le culture e le generazioni. Chi vive nella nostra epoca, deve, in ogni caso, portare nel suo zaino di viandante del tempo due principi indispensabili: quello della complessità e quello dell’ottimismo.

Siamo tutti sulla grande nave dell’umanità. Stiamo lasciando alle spalle il piccolo mare dove l’uomo è vissuto per secoli per addentrarci in un mare più vasto. Stiamo entrando, per la prima volta, nell’oceano della globalità, del sincretismo culturale, dell’ universalità umana …

Sapremo riformulare con nuovi linguaggi le verità di sempre, lasciando cadere ciò che non è essenziale?

Docente di Filosofia – Liceo classico “M. Delfico” Teramo

Stampa

Con i 24 CFU proposti da Mnemosine puoi partecipare al Concorso. Esami in un solo giorno in tutta Italia