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La separazione dei beni non influisce sui redditi per le pensioni assistenziali

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La separazione dei beni non ha effetto sulla determinazione del reddito per le misure assistenziali.

L’INPS eroga pensioni previdenziali e altre che sono assistenziali. La differenza tra le due prestazioni è che le prime sono calcolate sui contributi versati mentre le seconde sono di pura assistenza statale per cittadini in stato di bisogno economico. Come ad esempio l’assegno sociale, la pensione di invalidità, il reddito di cittadinanza.

Cerchiamo di capire perchè in queste ultime vanno considerati, in alcuni casi, anche i redditi dell’eventuale coniuge e come influisce la separazione dei beni e quella, invece, legale rispondendo alla domanda di una nostra lettrice che ci scrive:

Buonasera, sono una signora di 57 anni, con invalidità al 100%. Sono sposata, ma mio marito per lavoro, non c’è mai, abbiamo una figlia di 22 anni che ora abita a Firenze, perciò io mi ritrovo sola e con una casa piena di scale, senza alcun aiuto.
Preciso che sono figlia unica, e non ho parenti su cui contare.
Ho fatto domanda per l’accompagnatoria, ma non mi è stata concessa, ed io sto progredendo con la malattia, trattasi di malattia neurodegenerativa, perciò non guardabile.
Con gli 800 euro di pensione, non posso permettermi neanche una persona che venga a stirare…tutto questo perché mio marito ha un Isee che sfora la soglia del reddito previsto.
Non è possibile che anch’io abbia un aumento della mia pensione?
Perché vengono considerati i redditi anche del coniuge?
Siamo in separazione dei beni e se ci dovessimo separare?
Io dovrei vivere con 800 euro al mese?
Giusto per capire.
Grazie

Separazione dei beni e redditi coniugali

Non si comprende benissimo quello che lei chiede, ma proverà in ogni caso a rispondere. Partiamo dall’indennità di accompagnamento che, in determinati casi è riconosciuta agli invalidi al 100%. Non è una misura legata al reddito ma solo alla condizione fisica del beneficiario. Questo significa che è erogata anche laddove il reddito coniugale e personale superano determinati limiti.

Viene riconosciuta, però, solo laddove il richiedente versi in una situazione di non autosufficienza nello svolgimento dei compiti della vita quotidiana o nel caso che non riesca a deambulare senza un accompagnatore. Se l’indennità di accompagnamento, quindi, non è stata concessa, non è per i redditi troppo alti del suo coniuge ma perchè la commissione medica non ha ritenuto che le sue condizioni di salute rientrassero in quelle stabilite per il riconoscimento.

Per quanto riguarda, poi, la sua pensione dubito che si tratti di una misura assistenziale (visto che la pensione di invalidità civile ammonta a 290 euro e quella per gli invalidi totali con reddito sotto determinati limiti supera di poco i 660 euro). Se si tratta di una misura previdenziale non è previsto nessun aumento visto che dovrebbe essere calcolata solo sui contributi versati. In ogni caso l’importo più alto riconosciuto agli invalidi civili con reddito coniugale basso è di circa 660 euro, ma non si devono possedere altri redditi.

Infine rispondo alle sue domande sui redditi del coniuge. L’INPS aiuta i disabili che versano in situazione di disagio economico che si determina proprio con i redditi coniugali (che ricordiamo non incidono sul riconoscimento della pensione di invalidità civile da 290 euro al mese). Questo perchè si ritiene che le persone sposate facciano fronte comune alle spese da sostenere.

La separazione dei beni non influisce minimamente sulla determinazione del reddito del nucleo familiare ma solo sul patrimonio personale di ognuno. Diverso, invece, il caso della separazione legale, che comporta anche il vivere separati ed avere diversa residenza. In quel caso il giudice potrebbe stabilire anche che il coniuge più ricco mantenga quello più debole economicamente. Ma non servirebbe a nulla nella determinazione del diritto all’indennità di accompagnamento.

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