La scuola senza zaino: stop ai banchi di fronte alla cattedra e spalle “leggere”. Un metodo didattico che si apre al territorio

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Senza Zaino è un progetto della Regione Toscana nato nel 2002 finalizzato alla diffusione di modalità didattiche che, a partire dall’esperienza realizzata in piccole comunità, introduce metodologie innovative e ruota attorno a concetti chiave quali: responsabilità, comunità, ospitalità.

Senza Zaino mira alla costruzione della scuola come comunità, luogo di condivisione, di cooperazione e co-costruzione del sapere attraverso la promozione di ambienti didattici innovativi.

Secondo gli ideatori, togliere lo zaino è un gesto reale: gli studenti sono dotati solo di una cartellina leggera per i compiti a casa, mentre le aule e i vari ambienti scolastici vengono arredati con mobilio funzionale con una grande varietà di strumenti didattici sia tattili che digitali.

Recentemente a Orizzonte Scuola, Iselda Barghini componente del gruppo fondatore del Movimento “Senza Zaino” e responsabile della direzione tecnica e della comunicazione della Rete nazionale “Scuole Senza Zaino per una scuola comunità”, ha detto: “Sono scuole dove si attua il Modello educativo fondato sui valori dell’ospitalità, della responsabilità e della comunità trasformati in azioni che riguardano i docenti, i bambini-ragazzi, i genitori. Nelle scuole Senza Zaino la riorganizzazione dell’ambiente fisico delle aule e della scuole concorre, insieme alla riorganizzazione delle metodologie didattiche, alla realizzazione di un modello innovativo centrato sul rispetto dei bambini, sul loro protagonismo, sulla ricerca e l’attuazione di pratiche di nonviolenza attiva fin dai primi anni della scuola dell’infanzia”.

E ancora: “L’ambiente formativo è inteso come comunità e sistema complesso fatto di una struttura materiale, l’hardware (spazi, arredi, strumenti didattici, tecnologie) e di una struttura immateriale, il software (le relazioni, le competenze, i programmi, i valori, la valutazione, i metodi e le strategie). Dall’allineamento virtuoso di hardware e software scaturisce la qualità dell’azione didattica. L’Approccio Globale vede la persona nella sua interezza di corpo, mano e mente, ragione e emozione, inoltre sviluppa i saperi in prospettiva interdisciplinare, dà poi rilevanza alle soft skills, infine sostiene uno sguardo planetario con un’attenzione alle grandi sfide dell’umanità: la pace e la non violenza, l’ecologia, la solidarietà, il benessere per tutti, l’inclusione, la democrazia e la cittadinanza.”

Scuole senza zaino: stop a file di banchi di fronte alla cattedra, ma tavoli di lavoro quadrati o modulari. La didattica che si apre al territorio. INTERVISTA

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