La scuola senza voti: utopia o futuro dell’educazione?

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L’idea di una scuola senza voti, spesso associata a un’utopia nordica, sta prendendo piede anche in Italia. Il Liceo Morgagni di Roma ne è un esempio concreto, sperimentando dal 2016 un modello educativo rivoluzionario, ispirato alla Finlandia, che elimina i voti e promuove l’apprendimento collaborativo.

Perché abolire i voti?

In un’intervista a Fanpage, Vincenzo Arte, docente e promotore del progetto, sostiene che i voti distolgono l’attenzione dall’obiettivo primario della scuola: l’apprendimento. Senza la pressione dei voti, gli studenti sono motivati intrinsecamente, spinti dal piacere di imparare. I voti, secondo Arte, servono solo a creare classifiche e non valutano realmente le competenze acquisite.

Come funziona la classe sperimentale?

Il progetto si basa su cinque pilastri:

  1. Valutazioni descrittive: sostituiscono i voti numerici, offrendo un feedback dettagliato sui progressi dello studente.
  2. Autovalutazione: gli studenti riflettono sul proprio percorso di apprendimento.
  3. Ottimizzazione del tempo scuola: lezioni interattive e lavoro di gruppo rendono l’apprendimento più efficace.
  4. Cura delle relazioni: si crea un ambiente sereno e collaborativo.
  5. Lavoro cooperativo: gli studenti imparano a collaborare e aiutarsi a vicenda.

Le verifiche sono presenti, ma valutate in modo descrittivo, e spesso svolte in coppia. Il merito viene premiato attraverso il riconoscimento del ruolo degli studenti più preparati, che diventano punti di riferimento per i compagni.

Risultati e prospettive future

I risultati del progetto sono incoraggianti, con molti ex studenti che si laureano con successo. Arte auspica un futuro in cui la scuola sia completamente rinnovata, con strutture migliori, più docenti qualificati e stipendi più alti.

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