La scuola è scuola e non diventi un bar! Lettera

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In molte realtà italiane all’interno delle istituzioni scolastiche sono presenti nell’atrio punti di ristoro o anche distributori automatici.

La presenza dei distributori automatici all’ingresso delle scuole è una cosa positiva perché un punto di riferimento se visto nell’ottica di location per prendere uno snack, una bottiglia d’acqua, una bibita soprattutto quando incomincia a far caldo.

Al contrario il distributore automatico ubicato nelle scuole viene visto dagli alunni come un punto di incontro con i compagni di classe e quindi occasione propizia per uscire dall’aula soprattutto quando la lezione diventa noiosa. Infatti, il più delle volte, gli alunni si recano al distributore automatico per uscire dall’aula e ritornare in classe con qualche bottiglia d’acqua, qualche bibita, qualche snack da mangiucchiare per fermare i crampi della fame.

In poche parole l’andare al distributore automatico si trasforma in una processione incessante che sembra non finire mai e che produce tempi morti alla prosecuzione della lezione e allo scadere dell’ora. Questi fenomeni accadono spesso quando i docenti devono procedere alle verifiche orali perché occasione d’oro per gli alunni per farla franca. Sarebbe il caso di installare i distributori automatici solo per il corpo insegnante in un locale della scuola debitamente custodito e, quindi, evitare che si creino situazioni di interruzione delle lezioni e di affollamento degli alunni di tutte le classi della scuola in prossimità dei distributori automatici.

L’idea della loro installazione è molto positiva, perché offre la possibilità di dissetarsi o di mangiare qualcosa che rallenti la fame, ma deve essere valutata nell’ottica di una buona fruibilità. Altrimenti diventa modo per creare tempi morti alle lezioni e situazioni di chiasso e confusione generale.

Mario Bocola

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