“La scuola non sia un gratta e vinci dove si può incappare nell’insegnante mediocre”: lo sfogo di un docente

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“Di scuola si sente parlare quando c’è da mettere una pezza a strutture fatiscenti, quando c’è da rammendare il buco delle cattedre vacanti, quando c’è di mezzo qualche scandalo. In campagna elettorale invece la scuola è terreno di promesse, anche se dall’analisi dei programmi, in questa estate anche quelle si sono ridotte a qualche adeguamento salariale e poco altro”.

Lo scrive su Panorama il docente Marcello Bramati, che riflette sulla situazione attuale della scuola, evidenziando come, “mentre sta per chiudersi il primo quarto di secolo del nuovo millennio, la scuola funziona ancora come nel secolo scorso, quando era stata modellata sulla società del secolo scorso, sui bisogni del secolo scorso, sui modi del secolo scorso. Quel che emerge è la totale mancanza di progettualità della classe politica in ambito scolastico: non ci sono idee né visioni per la costruzione di un sistema scolastico che sia adeguato al terzo millennio”, ha detto.

Per questo motivo, secondo Bramati, “la prima parola chiave per rinnovare la scuola è lungimiranza. Se si vuole garantire davvero un ruolo fondamentale all’istruzione, occorre ripensarla e analizzarla dalle fondamenta, e per fare ciò serve tempo”.

Poi sulla preparazione dei docenti: “Non è possibile che il livello dei docenti nella scuola italiana sia così disomogeneo e, si badi bene, non da una regione all’altra o da città a campagna, ma addirittura da una sezione all’altra dello stesso istituto”.

E ancora: “Non è possibile che uno studente inizi la prima primaria o la prima superiore avendo la prospettiva di incappare in un docente che potrebbe demotivarlo per qualità dell’insegnamento, mancanza di motivazione, incapacità relazionali, metodi inefficaci e mai messi in discussione. La scuola non può essere un ‘gratta e vinci’ e gli studenti di domani dovranno essere messi nelle condizioni di incontrare docenti preparati, coinvolgenti e coinvolti, aggiornati e sereni dal punto di vista professionale”, ha scritto.

È poi fattuale incontrare pochi maestri eccezionali, così come tra le centinaia di migliaia di docenti è altrettanto fisiologico incontrare anche qualche insegnante mediocre, ma un livello medio così disomogeneo come quello che presenta la nostra scuola deve essere messo in discussione e il modello che lo ha reso possibile completamente rivisto”, aggiunge.

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