La scuola non è sede di Covid ma di cultura e socialità. Lettera

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inviata dal Dirigente Scolastico Luigi Talienti –  Alla Comunità Scolastica, stiamo affrontando un avversario subdolo, imprevisto ed, oltremodo invasivo. E’ entrato nelle nostre case, nelle nostre famiglie, nelle nostre aziende e nelle nostre scuole. Lo ha fatto in maniera imprevista e ineducata, senza chiedere accoglienza e mutando il nostro stile di vita. Lo stiamo fronteggiando, per contenerne i suoi effetti, ma si sta mostrando, oltremodo, resiliente, non vuole mollare la presa.

Allora, nell’arco necessario per abbatterlo, dobbiamo conviverci, in quanto impone la sua presenza, in ogni dove e in ogni quando, senza farsi preannunciare. La convivenza forzata è opprimente, ma noi dobbiamo essere più resilienti di lui, solo così il COVID- 19 diventerà un ricordo negativo da donare alla storia come pagina grigia della nostra esistenza. Ci sono ancora tante pagine da scrivere e da leggere, sicuramente più liete e più gioviali di questa, anche se la vita riserva sempre gioie e dolori. Dobbiamo essere responsabili, dobbiamo restare uniti e dalla stessa parte, in quanto uniti si può scacciare questo ospite invasivo e non gradito. Insieme si può…….

Dobbiamo evitare che ci divida, sarebbe un ulteriore scacco matto che ci riserverebbe. L’avversario è lui, noi rappresentiamo la squadra che è destinata a vincere. Come in ogni squadra, ogni gruppo di lavoro, l’unità rappresenta il valore aggiunto.

La stessa unità che necessariamente, oggi più che mai, deve sussistere tra Scuola- Famiglie e studenti, un continuum che non può essere scalfito, anche se la partita è lunga e ostica.

La comunità educante è il luogo dove i ragazzi si formano ed acquisiscono quella consapevolezza e senso di responsabilità che servirà loro in tutto il corso della vita, pertanto è la sede dei saperi, della cultura e della socializzazione. Un luogo dal quale ripartire. Ovviamente, la Scuola da sola non è in grado di affrontare, in maniera esclusiva, questa battaglia, lo deve fare con il supporto delle famiglie, in quanto l’interiorizzazione delle regole è uno spazio condiviso. Rinunciare alla Scuola, pertanto, significa rinunciare a prospettive di vita futura e non possiamo concedere al COVID-19 tutto ciò.

La comunità fornirà tutto il sostegno affinchè tale sinergia si sedimenti negli animi e nelle coscienze. In ragione di ciò, è giusto dare un plauso ai docenti che, con pervicacia, ogni giorno, partendo dalle loro famiglie, infondono nei nostri ragazzi il valore della regola,esponendosi, al pari di tutti, all’insidie del malvagio avversario. Lo fanno con amore e dedizione e grazie al supporto prezioso del personale ATA.

E’ doveroso segnalare, ma è alla vista di tutti, l’impegno profuso del Collaboratori Scolastici che, quotidianamente, igienizzano le aule dei nostri ragazzi, nell’arco temporale di permanenza a scuola nostri figli.

La Scuola è sempre punto di riferimento e le famiglie possono sempre fare affidamento su di essa, in qualsiasi momento, nel rispetto del protocollo sanitario e, non solo, nel rispetto di un superiore protocollo deontologico che pone le due Agenzie di socializzazione formale l’una accanto all’altra, per una prospettiva di successo dei nostri studenti., linfa del nostro operato.

Alla luce di tale sinergia e collaborazione inviolabile, è necessario, in questo frangente, gestire con ragionevolezza, una legittima preoccupazione che, però non deve tramutarsi in panico, altrimenti le condotte vengono disorientate e stravolte, in maniera deleteria. A scuola si rispettano i protocolli, si rispettano le regole, in quanto tempio della regola, ma tali regole devono, necessariamente, essere rispettate anche al di fuori, per evitare che il virus possa camminare e/o correre con le nostre gambe. Il distanziamento, i dispositivi di protezione, igienizzazione, non rappresentano solo un protocollo scolastico ma, in questo momento, un protocollo di vita.

La sana socialità che si vive a scuola non può tramutarsi in assembramento all’esterno, altrimenti l’ospite invadente, non solo trova le porte aperte, ma anche una inconsapevole  ospitalità.

All’uopo, si precisa che la Scuola non deve essere percepita come sede COVID, ma come luogo in cui lo stesso può avere accesso, con la sua inaccettabile maleducazione. Di guisa, per quanto possa essere sacrificante, è necessario evitare forme indiscriminate di aggregazione perché sono rischiose e mantenere una linea di salvaguardia che limiti il rischio. Tutto questo si può se rimaniamo uniti e dalla stessa parte.

Arriverà il momento in cui l’intruso verrà messo alla porta e non avrà più neanche la forza di bussare. Certo che le porte della scuola devono rimanere sempre aperte, seppur a distanza, rappresentando un baluardo di sicurezza per tutti. Se chiudono quelle porte, avrà vinto lui e noi non lo possiamo consentire.

Rimaniamo uniti….insieme si può……

Un plauso va a voi ragazzi che, nella fase più bella della vostra vita, state vivendo questo fardello opprimente, siate responsabili e ligi al dovere, limitando il rischio e agendo con dovizia e rispetto. Ce la faremo.

Con tanto affetto verso la comunità scolastica.

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