La scuola non è pronta. Lettera

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Inviata da Massimo Mattiuzzo – La scuola è pronta se il numero di studenti consente un distanziamento di almeno 1 metro da banco a banco con uno spazio minimo per persona di almeno 2 mq, uno spazio d’azione per i docenti con una fascia di minimo 3 metri (circa 15 mq) per potersi muovere tra cattedra e LIM… SENZA DEROGHE, con la possibilità di suddividere i gruppi classe, potenziando l’organico dei docenti. Utilizzando anche edifici attualmente non utilizzati.

La scuola è pronta se le classi vengono DISINFETTATE, non solo igienizzate, ogni 2 ore: per questo è necessario potenziare il personale e i materiali necessari, tra cui un apparecchio ad ozono da installare in OGNI aula, laboratorio e ufficio.

La scuola è pronta se i contagi vengono arginati, soprattutto con la presenza delle nuove varianti (Delta, Omicron2, Deltatron, ecc…) e ciò è possibile ESCLUSIVAMENTE se in ogni plesso viene fatto, almeno settimanalmente, lo screening con tampone rapido da personale sanitario reclutato ad hoc. L’OMS ha recentemente riconosciuto che i vaccini sono ancora efficaci contro la malattia severa, ma molto meno contro i contagi da varianti.

La scuola è pronta se a tutti, studenti, docenti, personale sono forniti tutti i DPI necessari, tra cui mascherine ffp2 o superiori (IIR, per es).

La scuola è pronta se tutti coloro che entrano a scuola, compresi educatori, esperti, tecnici, … sono vaccinati con la terza dose.

La scuola è pronta se i mezzi di trasporto vengono potenziati per consentire agli studenti ed al personale di raggiungere le scuole con una capienza dei posti a sedere non superiore al 50%.
Caro ministro tutto quanto sopra esposto, e assolutamente evidente a tutti, è palese ormai da oltre un anno (direi dall’inizio della pandemia). Di tutto ciò non è stato fatto nulla.

La scuola senza questi accorgimenti NON è sicura, anzi diventa un pericoloso acceleratore di diffusione.

A tale proposito nelle recenti affermazioni secondo cui i contagi sono aumentati nel periodo delle vacanze, per cui la scuola sarebbe sicura, manca un elemento fondamentale per rendere valido tale sillogismo: la rilevazione dei contagi (tamponi) è
avvenuta nel periodo delle vacanze, ma per essere positivi è necessario un periodo di incubazione che può essere anche di 14 giorni, perciò è palese che il contagio può essere avvenuto anche negli ambienti scolastici o sui mezzi di trasporto…

La Didattica a Distanza è stata fallimentare perché la maggior parte dei docenti, e dei dirigenti, pensa di poter replicare la didassi in presenza in un “ambiente” differente, quando è noto che l’Ambiente di apprendimento condiziona e determina l’apprendimento e la didattica è efficace se parte dal contesto in cui esso si sviluppa. Ancora peggiore è stata la Didattica Digitale Integrata.

Per questo, e per altri innumerevoli ragioni, concordo sulla necessità di tornare al più presto ad una scuola in presenza, ma le condizioni IRRINUNCIABILI riguardano la sicurezza e la salute di tutti.

Quindi caro ministro, egregio Presidente del Consiglio, sono dispiaciuto nel dovervi contraddire: la scuola NON è pronta.

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