La scuola non chiude d’estate. Il lavoro misconosciuto del personale ATA. L’affondo della Flc Cgil Toscana

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La Flc Cgil Toscana, in una nota, pone nuovamente il problema degli organici Ata in vista della ripresa del prossimo anno scolastico e non solo. Spazio anche al riconoscimento del lavoro, troppe volte, misconosciuto, durante i mesi estivi.

“Il problema degli organici ATA costituisce un forte limite alla crescita della scuola. Senza parlare delle modalità di reclutamento, del computo degli organici e della precarietà sui posti di DSGA, di cui la gran parte sono affidati ai facenti funzioni, per i quali il Ministero si rifiuta di aprire qualsiasi discorso sulla loro stabilizzazione. Da anni questo personale, che garantisce funzionalità alle nostre scuole, è sottoposto a continui tagli che ne hanno fortemente ridotto gli organici”, aggiunge.

E ancora:È necessario rivedere in radice le scelte sul personale ATA a partire dalla revisione dei parametri di assegnazione del suddetto personale alle scuole che tengano conto della reale complessità anziché rinnovare una politica che ha i suoi precedenti nefasti nell’anno 2008, quando si mandarono a casa ben 57.000 unità di personale ATA. Non ci si può limitare ad applicare i parametri dell’organico ATA senza tener conto delle enormi difficoltà registrate dalle scuole nella gestione della pandemia, con il perdurare dentro le scuole della diffusione dei casi di positività, e della grave crisi umanitaria che le scuole stanno gestendo con l’accoglienza dei minori ucraini, stimati attualmente dal Ministro Bianchi in 25.000 unità, che arriveranno a settembre a 35.000″.

Poi: “Per il personale ATA la scuola non finisce col termine delle lezioni, poiché il lavoro per il successivo anno scolastico deve essere necessariamente svolto nel periodo estivo, quando si è sotto organico a causa del termine delle supplenze dei colleghi. A stento si riesce ad incastrare la turnazione delle ferie, dato che incessantemente ci sono adempimenti. Si cerca di fare i salti mortali per non lasciare nei guai i colleghi in servizio, tutti consapevoli che al rientro si troverà inevitabilmente lavoro arretrato da smaltire, dato che chi rimane a lavorare non riuscirà a far fronte a tutta la mole di lavoro. Ci si chiede, in questo contesto, come sia possibile legare le supplenze del personale di segreteria al termine delle attività didattiche (10 giugno o 30 giugno) se dopo tale data gli adempimenti non diminuiscono ma, anzi, aumentano. Diventa chiaro che nessuno, al di fuori del personale di segreteria, ha la percezione della mole di lavoro che si scatena con la fine della scuola. In una scuola ideale il personale di segreteria ha un contratto a tempo determinato con unica scadenza: 31 agosto, completamente svincolato dalla fine della scuola e quindi conforme al lavoro che deve svolgere, che non ha soluzione di continuità in funzione del termine delle lezioni. Le scadenze del 10 o 30 giugno non appartengono a questo profilo professionale”

Sull’organico Covid: “È stato fondamentale durante il periodo pandemico per garantire tutti gli aspetti tesi a garantire sicurezza e salute in tutte le istituzioni scolastiche del territorio nazionale. Più volte è stata sollecitata la necessità per le scuole che tale organico entrasse a far parte dell’organico in disponibilità alle scuole dall’inizio dell’anno scolastico, ma ad oggi non vi è traccia della proroga di tale organico, lasciando da sole le scuole a gestire una condizione di apertura a settembre che si preannuncia difficile se non proibitiva, con molte istituzioni scolastiche che non avranno nemmeno l’organico sufficiente per garantire la sorveglianza nei vari plessi”.

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