La scuola negli ultimi 5 anni è stata guidata da tre donne: dalla Buona Scuola alle supplenze allo smartphone in classe, cosa è stato fatto

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La scuola nella XVII Legislatura è stata al centro della politica e delle non poche proteste contro i vari Governi che si sono succeduti. Ne parla l’agenzia AGI.

Uno dei temi più discussi è la Scuola Digitale: al momento stenta a decollare la connessione in banda larga, la fibra arriva ad una scuola su 10. Il Piano Nazionale per la Scuola Digitale ha provvisto ogni scuola di un animatore digitale per l’implementazione tecnologica nella didattica.

Altro tema è l’uso dello smartphone in classe: il ministro Fedeli ha cancellato il divieto imposto dall’ex ministro Fioroni; ora un team di esperti sta lavorando alle linee guida sull’utilizzo dei cellulari; il presidente della Camera, Laura Boldrini, ha annunciato un progetto per insegnare agli studenti a difendersi dalle fake news.

La Buona Scuola, ossia la legge 107 del 16 luglio 2015, ha portato a diversi provvesimenti, che sono ancora nell’occhio del ciclone di proteste e polemiche. I più importanti provvedimenti sono: incremento dell’autonomia scolastica; la chiamata diretta dei docenti da parte dei presidi; il piano straordinario di assunzioni; risorse stabili per la formazione e la valorizzazione dei docenti; investimenti ad hoc per i laboratori e per il digitale; l’alternanza scuola-lavoro per gli studenti.
L’Ocse ha promosso la riforma perché aumenterebbe la crescita economica. Per la scuola la legge ha portato tre miliardi in più a regime; le assunzioni sono state oltre 87.000 solo nel 2015 da un numero iniziale di 150.000, ridotto poi a 100.000; la chiamata diretta invece è stato in gran parte inattuato dai presidi.

Le supplenze nel secondo anno di vigenza della legge erano cresciute a causa delle assegnazioni provvisorie concesse in larga misura; poi sono scese sotto le 90.000, in netta discesa rispetto a quanto avvenuto negli ultimi 10 anni. Le graduatorie, grazie alle immissioni, si sono svuotate specie al Nord, tranne che per la primaria e l’infanzia.  In questo ordine di scuola bisognerà capire, nella prossima legislatura, come intervenire per un reclutamento che rispetti e tuteli diplomati e laureati.

Altra riforma è la messa in regime obbligatoria dell’alternanza scuola-lavoro per un milione e mezzo di studenti ma sono ancora molti i problemi e le polemiche legate alle imprese e al modo di impiegare gli studenti in formazione. Molte sono state le manifestazioni degli studenti contro l’alternanza scuola-lavoro.

Sono scesi in sciopero anche i professori ordinari, gli associati e i ricercatori di 79 università per la questione degli scatti di anzianità congelati, che hanno fatto saltare in alcuni il primo appello della sessione autunnale. Nella legge di bilancio, il blocco degli scatti è stato eliminato.

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