La scuola media ha bisogno di una grande riforma. Lettera

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Inviato da Barbara Verzilli – Ultimamente sento parlare della riforma della scuola media e vorrei avanzare delle proposte, visto che insegno in quel ciclo.

La scuola media ad oggi è considerata la “terra di mezzo” troppo breve per poter incidere sulla formazione dei ragazzi. Eppure affianca le alunne e gli alunni italiani nel periodo più formativo della loro vita, perché li prende bambini e li lascia adolescenti. La nostra scuola ha bisogno di una grande riforma, che la renda competitiva a livello europeo e magari mondiale! Si dovrebbe partire da una nuova ripartizione dei cicli scolastici, innanzitutto diminuire le superiori a quattro anni e aumentare le medie in modo da rendere le superiori più di indirizzo e portare i ragazzi a scegliere effettivamente in una età più consapevole, non a 14 anni!!!

Stimolare la vena artistica da insegnanti preparati già dai primi anni della scuola primaria, in modo da poter scegliere progressivamente negli anni se continuare a praticare certe materie oppure prediligerne delle altre. Avere la possibilità di cimentarsi con diverse materie, potenziare lo studio della lingua inglese (siamo uno dei Paesi europei dove si parla meno inglese), per poi poter scegliere le materie più affini alla scelta universitaria o professionale.

Un altro cambiamento sono le vacanze: devono essere distribuite diversamente, non si possono fermare i cervelli per più di tre mesi perché è questo che succede! Poi è difficile riprendere la concentrazione, anche se mi rendo conto che diventa un problema legato al clima, ma siamo nel 2022 ed è facilmente risolvibile.

Un altro problema è quello dell’inclusione: nella scuola italiana c’è l’inclusione forzata! Sì forzata, quando costringiamo alunni o alunne che hanno gravi problemi cognitivi a frequentare classi normodotate, Le posso assicurare che è tutt’altro che inclusione. Questi casi devono essere valutati singolarmente cercando di potenziare le competenze dell’alunno con disabilità e non metterlo giornalmente difronte ai loro limiti.

La scuola italiana purtroppo ha perso la credibilità da quando una bocciatura viene considerata una punizione invece che un’opportunità, da quando è diventata un istituto comprensivo diretto come una spa, in cui è importante aumentare gli iscritti e mandarli sempre avanti senza effettivi meriti. Ho nostalgia di quella scuola nella quale una maestra o un professore venivano rispettati per la loro autorevolezza e non per la loro autorità così effimera.

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