La scuola italiana e i suoi meccanismi deliranti. Lettera

di redazione
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Inviato da Valentina Sassi – Mi appresto a sostenere, nel mese di dicembre, il concorso 2018 per docenti abilitati.

Premetto che nella mia regione ci sono voluti mesi dopo l’estrazione della lettera da cui iniziare per ricostituire una commissione che si è misteriosamente sciolta nel mese di giugno 2018.

Qualche settimana fa, il lieto annuncio di costituita commissione e, finalmente, dell’arrivo del calendario delle operazioni.

Prima cosa da fare: comunicare all’istituto scolastico presso cui si lavora, la necessità di assentarsi per un paio di giorni causa CONCORSO SCOLASTICO indetto dallo stesso MIUR e fondamentale per passare in ruolo.  

Iniziano altri problemi: da precari, le uniche possibilità da contemplarsi in questo caso sono:

 

  1. Fare richiesta di permesso NON retribuito (quello retribuito spetta solo ai colleghi di ruolo)
  2. Supplicare il dirigente di accordare un paio di giorni di ferie necessari al fine estrarre la traccia e discutere la stessa

Questione non da poco: come nel 2016, mi risulta che anche per questo concorso affinchè l’anno di servizio sia conteggiato come tale sia fondamentale avere all’attivo almeno 180 giorni di servizio consecutivi, senza interruzioni contrattuali. Ebbene, chiedere un permesso NON retribuito costituisce un “buco” nel contratto che comporterebbe la perdita, appunto, dell’anno intero di servizio ai fini della graduatoria finale.

Un anno di impegno e di sacrifici letteralmente buttato per un giorno! O meglio, buttato  nell’eventualità in cui il DS non accettasse di accordare due giorni di ferie. E per cosa? Per andare a fare shopping? Per rilassarsi al mare? No, per sostenere l’ennesimo concorso indetto dallo stesso MIUR e, tra l’altro, fortemente in bilico a causa delle recenti sentenze cautelari.

E’ possibile, questo? E’ normale che un docente che sia costretto ad assentarsi da scuola per concorso scolastico possa essere costretto a “bruciare” un anno di servizio causa partecipazione allo stesso concorso necessario proprio per andare di ruolo nella scuola? A me pare ipotesi tra il demenziale e l’assurdo.

Immaginiamo che mi vengano magnanimamente accordati, a dicembre inoltrato, i due giorni di ferie: sapete cosa viene chiesto di fare di solito, successivamente? Andarsi a procacciare i colleghi per le sostituzioni di tutte le ore.

Ricordo ancora che il concorso per le mie classi avrebbe dovuto tenersi mesi fa, nel periodo estivo, quando non ci sarebbero stati problemi di lavoro e di servizio. Invece no, ci sono voluti mesi per trovare i commissari e ora siamo qua, costretti a gestire lezioni, scrutini del trimestre, eventuali famiglie e un concorso importante per la nostra carriera. Come sempre, destreggiandoci in un lavoro sempre più faticoso e impegnativo, ma soprattutto arrabattandoci contro una serie di insulsi cavilli e ridicole questioni.

Mi chiedo: il Ministro Bussetti è a conoscenza di questi meccanismi contorti e privi di senso logico, oltre che ingiusti? Nel caso non lo fosse, gradirei informarlo.

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