La scuola in presenza non è perfetta: insegnanti scioperano, continue quarantene o assenze per raffreddori, in DAD si lavora. La parola ai genitori

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Rientro a scuola a dicembre anche per gli studenti della scuola secondaria? Le famiglie sono divise: se da un lato la curva dei contagi sembra addolcirsi, il timore di rientrare con la stessa situazione del lockdown spinge alcuni genitori a richiedere la didattica a distanza ancora per qualche settimana. Perché la DAD non è solo negativa, grazie all’impegno dei docenti, degli studenti, delle famiglie.

 

Ho due figli che, quando sentono dire che le scuole dovrebbero essere solo in presenza perché sicure, scuotono la testa.

Mio figlio è in seconda superiore, la figlia in seconda media, entrambi molto bravi, forse i migliori nelle rispettive classi.

Hanno iniziato l’anno bene come sempre (a parte il disagio della mascherina indossata per ore), ma poi dopo una decina di giorni son capitati ad entrambi
casi di positivi in classe e così quarantene preventive.

Poi al rientro i miei figli stessi hanno avuto il raffreddore e sono dovuti di nuovo restare a casa fino alla scomparsa dei sintomi. E, superando i 5 giorni, hanno dovuto fare anche il tampone e attenderne l’esito. Quindi una ulteriore assenza, solo per precauzione (tampone negativo).

Intanto a casa passavano pomeriggi a mendicare compiti e foto di quaderni dai compagni per restare in pari, visto che la Dad o la Ddi non sono previste in questi casi (ma la ministra non ha organizzato niente per la scuola durante l’estate? Solo i gel igienizzanti?)

Rientrati finalmente in classe hanno trovato insegnanti in quarantena e nessun supplente (ma la ministra non ha provveduto nemmeno a questo?).
Poi, tempo un’altra settimana, mio figlio di nuovo a casa per un caso positivo in classe.

Il preside, lungimirante più della ministra, ha subito attivato la Ddi per tutta la scuola, e così gli studenti hanno iniziato ad andare in presenza 1 solo giorno la settimana e a studiare da casa in sicurezza tutti gli altri (questo ben prima del decreto).

La figlia alle medie invece ha continuato ad alternare 2 giorni in presenza con 14 di quarantena da casi positivi (persino una piccola epidemia nella classe che ha coinvolto famiglie intere di studenti e 4 insegnanti), fino a che la Toscana non è stata fatta zona rossa.

Ora i miei figli studiano con orari regolari, con insegnanti sempre presenti in video a cui possono fare domande, non restano più indietro, vengono interrogati, fanno prove e verifiche e il pomeriggio studiano per il giorno dopo; non vanno in giro a contagiarsi, non sono più costretti a prendere gli autobus affollati di coetanei senza mascherina, non devono più indossarla loro stessi per 6-7 ore.

Certo non è la scuola di prima, ma prima non c’era la pandemia.

E comunque la scuola di prima non era perfetta:
gli insegnanti e il personale Ata scioperavano ogni venerdì, gli studenti facevano assemblee contro la scuola e le istituzioni, occupazioni per rivendicare diritti che già possedevano ma non avevano la cultura per riconoscere, fingevano di interessarsi al clima e al razzismo per scendere in piazza ed evitare la scuola.

Prima i genitori che adesso vogliono le scuole aperte contestavano voti e metodi di insegnamento, facevano la guerra a professori e presidi.

Ci ricordiamo la scuola di prima?
Non era perfetta, e molti di quelli che adesso protestano per farla in presenza, la disprezzavano…

Scuotono la testa i miei figli quanto vedono studenti e insegnanti (pochini e squallidi in verità) manifestare e chiedere le scuole aperte, e dicono:

“Se pensano che si frequentasse con regolarità e sicurezza,  o non sono mai stati a scuola in questi mesi,  o mentono.

Le condizioni per un rientro a scuola non è ancora dei più floridi,ci sono ragazzi che devono viaggiare per andare a scuola(è il caso delle mie due ragazze) con il relativo ammassamento nei vari mezzi come succedeva prima che chiudessero,dovrebbero aprire le finestre con temperature proibitive che provocherebbe episodi di raffreddamento e febbre varia che facilmente potrebbe confondersi con il covid ,quindi si dovrebbero fare tamponi per verificare il tutto.Non è vero che le scuole sono sicure perché a scuola di mia figlia intere classi con relativi professori si sono contagiati.I tamponi fatti hanno subíto dei ritardi allucinanti .La maggior parte dei professori sono persone grandi quindi a rischio da contagio.Non capisco quindi questo accanimento ad aprire le scuole.La DAD per adesso va bene ,i ragazzi lavorano lo stesso da casa ,chi ha voglia di studiare lo fa lo stesso che sia da scuola che da casa.Dobbiamo capire che siamo purtroppo in uno stato d’emergenza storico e non si può “giocare” con la vita delle persone decidendo giusto per puntiglio.Abbiamo parenti fragili tutti quanti.Allora che tornino a lavorare di persona pure le persone che fanno smart working,non penso sia psicologicamente positivo anche per loro stare a casa e penso che il lavoro non abbia la stessa resa .Io non capisco perché si debbano impuntare con i ragazzi che in primis andrebbero tutelati”

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