La scuola in presenza e la DaD. Lettera

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Inviato da Vincenzino Caputo – Circola da tempo in modo ricorrente, tanto da farlo diventare un leitmotiv, l’ idea che la DAD sia stata e sia dannosa per i nostri studenti. Si è cominciato a ripeterlo in televisione, online, alla radio, sui social, nei mezzi di stampa, i politici con i loro interventi ed alla fine tutti ripetono che la DAD è dannosa.

Sono stati citati anche degli studi commissionati per indagare sul fenomeno che hanno confermato quanto già tutti sapevano. Eppure, spesso, con eccezione di poche materie, i contenuti possono essere trasmessi anche in DAD. Quindi, tutto perfetto in DAD? Sicuramento no,  e non è questo ciò su cui voglio focalizzarmi.

Ciò che nessuno dice, che viene dimenticato o non analizzato, è che anche la scuola in presenza non è andata bene. E’ stato sotto gli occhi di tutti ma dimenticato da molti perché si finisce con il ripetere il tema principale, quello dei politici, della televisione, dei social, dei genitori, del malcontento.

Lavorare in presenza in tempo di Covid significa trascorrere tutto il tempo con la mascherina, quindi non poter vedere il labiale di chi parla, non poter sentire la propria voce chiaramente perché ostruita dalla mascherina (magari FFP2), non poter respirare liberamente (per tutta la mattina o per l’orario di servizio) con stati di malessere o affaticamento, dover costantemente tenere presente di stare distanziati, igienizzare le mani più volte durante l’arco della mattinata, sentire costamentente dei lacci che stringono le nostre orecchie. Si citano studi che dimostrano i danni della DAD. Ma forse sono stati i danni della scuola in presenza.

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