“La scuola in presenza che amiamo non è quella della pandemia”

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“Circolari che minacciano note disciplinari a chi non rispetta i protocolli covid nei rispettivi istituti”: si riconduce anche a ciò la cosiddetta “scuola in presenza” ai tempi del COVID.  Una “minaccia” che è di per sè il segno dei tempi e sulla quale si dovrebbe riflettere. 

I genitori ci dicono

Buonasera concordo con il genitore che esprime la volontà della DAD.
Anche io ho 2 figli in seconda e quinta superiore.
Entrambi hanno laboratori vanno in presenza ciascuno 1 volta alla settimana.
28 km per raggiungere Venezia centro storico, 50 minuti di autobus extraurbano strapieno perché i mezzi della nostra municipalizzata (ACTV) sono pochissimi nonostante tutti i pendolari, lavoratori e studenti….con la pandemia sono state tolte anche qualcuna delle poche corse.
Arrivano a scuola e fanno 5 ore con finestre spalancate, lontani uno dall’altro di un metro, mascherine le 5 ore……..e nessun contatto con i compagni.

Anche noi amiamo la scuola in presenza, ma la scuola che era prima della pandemia, non questa voluta dalla ministra Azzolina. Un consiglio buttare via i banchi a rotelle, sono l’esempio palese dello spreco del denaro pubblico

Buonasera, ritengo che lasciare alle singole famiglie la possibilità di scegliere per il proprio figlio tra didattica in presenza o a distanza, in un momento difficile come quello attuale, possa essere la scelta più GIUSTA e SEMPLICE che porrebbe fine ai continui scontri tra i sostenitori del partito dell’ “a scuola ad ogni costo” ed il partito dei più “prudenti “.
Non è corretto imporre una scelta che possa urtare la sensibilità sia di chi nella scuola in presenza vede l’ancora di salvezza, ma neanche di chi invece ogni mattina accompagnando il proprio figlio al cancello della scuola sente un misto di angoscia e rabbia.
Ognuno sarebbe libero di scegliere in base alle proprie possibilità, al proprio modo di percepire la situazione attuale, in base soprattutto alle problematiche di salute che esistono in ogni famiglia.
Ed inoltre, e perdonatemi, non è cosa di secondaria importanza, in questo modo si consentirebbe anche un maggiore distanziamento in aula per gli alunni in presenza e minori assembramenti agli ingressi.
Ritengo che non sia una vittoria il mantenere aperte le scuole ad ogni costo, ma piuttosto, il consentire ad ogni famiglia di poter vivere nel modo più sereno possibile un periodo che di serenità purtroppo non ne ha molta da offrire!!

Tutti vorremmo i figli in presenza e poter tornare alla normalità, ma fuori dalle nostre case nulla è normale, non abbiamo la sicurezza che vorremmo e non riteniamo che la scuola sia sicura come la Ministra continua a sbandierare: lo affermiamo per esperienza diretta, non per partito preso, per emotività o per propaganda come fa lei che pare vivere in un mondo parallelo e in un momento del genere parla addirittura di riaprire le scuole superiori. In Puglia dobbiamo ringraziare il nostro Presidente che ci ha dato la possibilità di esercitare il nostro diritto di tutelare la salute dei nostri figli e lo ha fatto, non per una scelta politica o ideologica, ma basandosi sui dati scientifici, sui numeri e avendo il polso di ciò che veramente sta accadendo in tantissime scuole pugliesi. I docenti si stanno impegnando molto con i mezzi che hanno, spesso ricorrendo ai propri cellulari per garantire una connessione internet funzionante ( quella della scuola in moltissimi casi non è adatta) ed è giusto che vengano in qualche modo ricompensati.

La scuola in presenza non è perfetta: insegnanti scioperano, continue quarantene o assenze per raffreddori, in DAD si lavora. La parola ai genitori

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