La scuola in Campania 50 anni indietro. Lettera di una docente

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inviata dall’insegnante Teresita Possidente*  – La scuola in Campania torna indietro di cinquant’anni. Le due ultime disposizioni della Regione Campania hanno portato alla chiusura delle scuole Primarie e Secondarie e da ultima della scuola dell’Infanzia, consentendo solo ai bambini diversamente abili di poter aver accesso alla propria classe.

Una decisione che dimentica il valore ed il principio dell’inclusione scolastica, espressione del lavoro continuo ed appassionato che dalla legge 517/1977, la prima in Italia che aboliva le classi differenziali, passando per la legge 104/1992 che definiva il passaggio dall’inserimento al principio di “integrazione” dei bambini speciali, arriva sino al decreto legislativo 96/2019 che ha sancito il diritto all’inclusione scolastica, come espressione del valore della diversità.

La scuola Italiana ed i nostri legislatori hanno portato avanti l’idea di una scuola che garantisse per la diversabilità un percorso costante di condivisione, di incontro, di scambio tra pari.

La scuola, per tutti, è espressione comunitaria del sapere che si costruisce insieme, della crescita di emozioni da condividere e di difficoltà che possono superarsi nel dialogo e nel contatto con gli altri. La conoscenza e lo sviluppo sono espressione di costruzione di idee che si articolano nel dialogo, nello scambio, non di percorsi solitari, di esperienze singole.

La diversabilità non è un mondo a sé stante, non rappresenta un’isola che può essere varcata solo da specialisti e terapisti, così come vorrebbero i decisori di queste disposizioni che immaginano la didattica in presenza (solitaria) come unica forma possibile di insegnamento-apprendimento per questi bambini.

Allora, da insegnante, mi chiedo e chiedo ai nostri amministratori: cos’è l’insegnamento e cosa l’apprendimento per Voi? Forse il lontano “leggere, scrivere e far di conto”. La scuola è molto di più: è raccontarsi, è rendere i bambini e i ragazzi protagonisti del processo di costruzione della conoscenza, è rispecchiarsi nell’armonia di un gruppo, nella vivacità di mille pensieri, di mille sfumature di colori, dove anche la difficoltà diventa momento cruciale per imparare a crescere, mettendoci in discussione, dando il nostro contributo, imparando ad essere parte di una comunità che non potrebbe funzionare senza lo stringerci forte gli uni agli altri.

Quali sono gli scenari oggi della scuola in Campania? Classi vuote, senza anima, dove ci saranno solo docenti di Sostegno e alunni speciali. Cosa si potrà apprendere in questo contesto? Forse l’unico insegnamento sarà quello che cinquant’anni di decisioni legislative hanno contrastato: l’essere diversi.

*docente di scuola Primarie e dell’Infanzia specializzata nel Sostegno

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