La scuola illusiva, quella della didattica meraviglia. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – Esiste una scuola illusiva? La risposta è affermativa ed è quella che si contrappone alla scuola inclusiva.

L’inclusione cerca di favorire un processo di integrazione dell’alunno all’interno della comunità scolastica, offrendogli percorsi di inserimento che puntano al successo formativo.

All’inverso, esiste una scuola illusiva, quella che fa sgranare occhi e spalancare orecchie a genitori e alunni, offrendo loro la visione di un mondo scolastico e di una didattica alternativa capace solo di destare meraviglia, stupore o meglio far vedere in forma “paradisiaca” quello che nella realtà cogente non esiste affatto,

Insomma si tratta di una didattica esteticamente bella, entusiasmante, capace di creare momenti di gloria, ma che al suo interno si presenta come un guscio vuoto, inconsistente.

Ebbene sono lontani, ormai i tempi in cui si faceva a scuola una didattica formativa, capace di riempire le teste dei nostri alunni, di prepararli alla vita, ad affrontare tutte le difficoltà che la vita pone davanti. Ormai tra inclusione e illusione non si capisce più a chi dei due termini dare la precedenza. Fatto sta che la scuola italiana ha urgente bisogno di cambiare rotta se si ha la volontà di farla risorgere dalle ceneri.

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