La scuola ha bisogno di più concorsi e di stipendi più alti. Lettera

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Inviato da Maria Grazia Spina – Facciamo un gran parlare di quanto sia importante la scuola per il futuro dei nostri giovani e di quanto sia necessario un intervento immediato per risollevarne sorti. Poi, però, quando si tratta di selezionare il personale, tutti letteralmente si battono per “abolire” i concorsi.

Dunque la soluzione sarebbe cancellare il merito?

Certamente no. La soluzione non può essere questa. C’è bisogno di ben altro. La scuola è una comunità educante che ha come obiettivo, come fine supremo, il successo formativo degli alunni e degli studenti.

E i docenti in questo progetto, in questa “missione”, hanno un ruolo fondamentale. L’emergenza non è certo riempire una cattedra, o stabilizzare un insegnante che ha fatto due anni di supplenze, magari con un’ora a settimana. L’emergenza è garantire agli studenti personale preparato selezionato con concorsi ordinari. Questo non significa che non ci siano situazioni da tutelare.

Anzi, sono moltissimi i docenti che hanno maturato un’esperienza considerevole, formando migliaia di giovani. E allora ben venga, per essi, la stabilizzazione. Ma non si può ragionare per standard. Non possono essere due o tre anni a conferire la palma dell’insegnante perfetto. Nemmeno un concorso, si potrebbe obiettare. Certo, nemmeno un concorso, ma è giusto lasciare fuori dalla scuola migliaia di insegnanti preparatissimi e appassionati, che sono in attesa di potersi cimentare e confrontare, ad armi pari, in un concorso ordinario?

Senza considerare che, in una qualsiasi selezione, l’esperienza è ben considerata, perché i titoli di servizio si sommano al punteggio finale delle prove concorsuali. È questa la ragione per la quale il concorso pubblico, appare fondamentale. Perché consente di coniugare l’esigenza di tutela e di valorizzazione dell’esperienza (tradotta in titoli valutabili) con la preparazione teorico-pratica. Ecco, allora, la meritocrazia.

La scuola, dunque, ha bisogno di più concorsi e di stipendi più alti!

Il ruolo degli Insegnanti è vitale per la società; a tutti i livelli di scuola. Sono gli Insegnanti a formare i futuri cittadini.

La scommessa, allora, la vera battaglia da fare, non è quella di far abolire le selezioni e di assumere i precari, ma di pretendere stipendi adeguati al ruolo importantissimo che si svolge. E per far questo le selezioni sono importanti.

…del resto non è quello che accade per i Magistrati?

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