“Il paese è in credito con la scuola”. La ministra Azzolina ribadisce il no alla didattica a distanza

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“Il paese è in credito con la scuola”. Per questo, ripete all’infinito Lucia Azzolina in una intervista al Foglio,, non se ne parla di chiuderla.

Nonostante il balzo dei  contagi, il caos dei trasporti e i consigli degli scienziati. Anzi,  fosse per lei, anche in caso di lockdown i ragazzi dovrebbero entrare  in classe per poi rintanarsi a casa dopo le lezioni.

“Guardi – sottolinea Azzolina – la scuola ai tempi del Covid non è certo la scuola che sogniamo: ci sono le mascherine, ci sono distanze,ci sono limitazioni. Ma l’abbiamo resa un luogo protetto”.

Sì, ma mentre parliamo ci sono 7.332 nuovi contagiati in Italia. Esiste una soglia superata la quale le scuole dovranno chiudere? “So che le sembrerà paradossale rispetto ai tanti allarmi che in questi mesi in molti hanno lanciato, anche in modo un po’ sconsiderato mi lasci dire, ma è così. Dentro le scuole si rispettano le regole. Quindi non c’è questa evenienza”.

“Tra le varie soluzioni previste dal Piano scuola che abbiamo approvato a giugno – condiviso e firmato dalle regioni – prosegue Azzolina – c’è anche la possibilità di fare didattica digitale per le scuole superiori. In maniera complementare, perché anche i ragazzi più grandi hanno bisogno della scuola in presenza. La didattica digitale è già realtà per le scuole superiori. Così come lo scaglionamento degli  ingressi. A qualcuno forse è sfuggito, – ma questa estate le scuole  hanno fatto un lavoro enorme per prepararsi alla riapertura“, dice ancora Azzolina lanciando messaggi chiari.

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