La scuola è indispensabile per dare gli studenti gli stimoli che non si trovano sui social. Lettera

di redazione
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Mario Bocola – Gli adolescenti di oggi hanno annullato le relazioni sociali, sembrano degli individui asociali che, invece, di incontrarsi di persona, salutarsi, abbracciarsi, valorizzare l’empatia del contatto umano preferiscono il mondo virtuale,

quello caratterizzato dai social network, pianeta fatto di messaggi, di emoticon che inaridiscono le emozioni, i sentimenti.

Si tratta di un universo che isola gli adolescenti, li emargina, li rende distaccati dalla realtà. I ragazzi vivono un contatto con il mondo che non è quello vero, bensì quello edulcorato, ammantato, velato da falsi ideali e da schemi precostituiti che li fanno sentire eterni adolescenti.

Purtroppo la realtà è ben diversa e la società in questi ultimi anni è cambiata molto, è diventata di liquida, più leggera, più futile che dà importanza più alle cose banali che a quelle vere. Insomma viviamo l’epoca della banalizzazione imperante, del vuoto, dell’inconsistenza, dei ragazzi che sognano ad occhi aperti.

A rendere più autentico il pianeta adolescenziale un ruolo importante deve svolgere la scuola, chiamata per sua vocazione ad offrire ai giovani del nostro tempo stimoli, sensazioni e messaggi positivi per far capire loro che lo studio, l’impegno sono importanti per la formazione personale e per la realizzazione nel campo professionale.

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