La scuola di oggi: un gran bazar ! Lettera

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Inviato da Vincenzo Zito e Antonio Ambrosini – Dov’ è quella scuola che insegna a pensare autonomamente,a scrivere,calcolare, parlare correttamente e fondatamente, ovvero con una logica costruttiva, indispensabile ad ogni futuro professionale ?

E’ la scuola di oggi ?Certamente no. Si constata che gran parte degli studenti delle secondarie superiori, giunti all’università o nei luoghi di lavoro, presentano allarmanti carenze soprattutto nella comunicazione verbale,nella capacità richiesta di essere funzionali nell’organizzazione dello studio e della professione. Perché ? Perché questa scuola ormai, ed ogni giorno di più, è un caotico bazar, un luogo in cui con il pretesto della trasversalità e dell’inclusione si propone di tutto.

Progetti, progettini, sondaggi, iniziative a tutto campo, documenti superflui, moduli astrusi o inutili, una miriade di acronimi impronunciabili: una dimensione surreale in cui la dispersività regna seminando confusione e demotivazione tra studenti e insegnanti. Si toglie spazio ad una vera didattica per competenze fondamentali in cui è determinante la qualità dell’esercizio costante, accompagnato dalla paziente presenza del docente che interagisce linguisticamente promuovendo abilità, correggendo, consigliando, riflettendo insieme ai ragazzi. Senza linguaggio non c’è pensiero. Nell’epoca delle immagini facili il linguaggio verbale diventa purtroppo secondario con conseguenze deleterie oramai capillarmente diffuse.

Una scuola infarcita di burocrazia, tormentata da comunicazioni martellanti spesso poco chiare e da scadenze improbabili è l’immagine della odierna situazione. Chi insegna per vocazione non può che piangere. Dover dedicare gran parte del tempo professionale a una continua compilazione di carta, ora trasfigurata nel digitale, è del tutto avvilente e fiaccante. Il tempo utile da dedicare ai bisogni fondamentali degli studenti diminuisce giorno dopo giorno . Gli occhi davanti ad uno schermo si disidratano già solo per leggere una mole smisurata di mail che, tra l’altro, arrivano a tutte le ore.

In un clima così confuso e disorientante, ancor più gravato dalla didattica a distanza, l’apprendimento diventa faticoso e incerto. Ed anche se, serie statistiche evidenziano fenomeni quali ad esempio quello degli “studenti in fuga”, sembra che si possa continuare solo così : picconare allegramente il nostro futuro, la nostra salute, i nostri sogni. Eppure si ha la sfrontatezza di parlare di inclusione…

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