La scuola deve ripartire e non fermarsi. Lettera

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Inviata da Prof. Delucis Alberto – La scuola deve ripartire e non fermarsi. Ipotizzare una ripartenza che si fermerebbe al primo contagio è inaccettabile. Come evidenziato dai dati statistici e dalle affermazioni di virologi di indubbia statura quali Bassetti e Zangrillo il virus circola ma, differentemente da marzo e aprile, non si registra alcuna emergenza ospedaliera.

Fermare la scuola al primo contagio sancirebbe il definitivo sacrificio del diritto allo studio di migliaia di studenti in favore di quella che oggi appare come un abbaglio collettivo alimentato da km di inchiostro sui giornali e ore di servizi televisivi.

Le emergenze della scuola sono altre rispetto alle mascherine e ai banchi a rotelle: edifici fatiscenti non a norma, connessione a internet insufficiente, il dramma dell’abbandono scolastico dei ragazzi, stipendi dei docenti non adeguati.

La soluzione per affrontare l’attuale situazione sarebbe semplice ed economica: consentire ai soggetti fragili e vulnerabili al covid, siano essi alunni o docenti, l’accesso alla didattica a distanza, per tutti gli altri, ovviamente non positivi al tampone, normale ritorno in aula. Se ad avvalersi della DAD saranno diversi docenti allora si potrà organizzare l’orario scolastico in modo tale che una classe si rechi a scuola soltanto in alcuni giorni della settimana, alleggerendo così anche il sistema del pubblico trasporto. Se ad avvalersi della DAD sarà invece un alunno, sarà sufficiente una webcam in aula per far sì che possa seguire in diretta streaming le lezioni. Ritengo questa una proposta di buon senso, rispettosa sia del diritto allo studio sia di quello alla salute, peraltro certamente più flessibile, economica e attuabile di quanto prospettato ad oggi dal Ministero.

 

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